Il Tirreno

Livorno

Negozi aperti anche il 25 aprile

Decisione presa per favorire il turismo nei giorni del Tan Nuova ordinanza: stop allo shopping solo 4 volte all’anno

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LIVORNO. Le saracinesche dei negozi livornesi potranno essere aperte nel giorno della Liberazione, il 25 aprile, mentre dovranno restare chiuse l'8 aprile (domenica di Pasqua), il primo maggio (festa dei lavoratori), a Natale e il primo gennaio del 2013. Lo stabilisce l’ordinanza che l’amministrazione comunale ha appena firmato dopo essersi consultata - come chiarisce una nota inviata da Palazzo Civico - con le organizzazioni di categoria del commercio e della cooperazione (non della media distribuzione), dei lavoratori dipendenti e le associazioni dei consumatori.

Tutti hanno rappresentanto, a nome dei dipendenti del settore, la volontà di celebrare alcune importanti ricorrenze civili e religiose per dedicarsi - secondo tradizione - alla famiglia e agli interessi personali.

Lo scenario rispetto agli anni passati è infatti cambiato in modo sostanziale: la normativa nazionale entrata in vigore a gennaio prevede per gli esercizi commerciali (sia nella piccola che nella grande distribuzione) e per le attività di somministrazione (bar e locali) la possibilità di stare aperti ventiquattro ore su ventiquattro, tutti i giorni dell’anno. La Regione Toscana si è messa di traverso alla “deregulation” entrando in conflitto con lo Stato. Molti Comuni hanno fatto lo stesso emanando ordinanze che limitano le aperture, poi sospese del Tar. In attesa di capire come si pronuncerà la Corte Costituzionale sullo scontro tra Stato e Regione, il Comune ha deciso di rispettare la normativa nazionale stabilendo solo alcune giornate di stop di concerto con le organizzazioni sindacali. Nell’ordinanza si parla di scelta dettata dalla «salvaguardia dell'equilibrio tra le esigenze della concorrenza e quelle degli altri aspetti della vita sociale e dell'organizzazione dei servizi cittadini».

Alle quattro festività intoccabili avrebbe dovuto aggiungersi il 25 aprile: l’associazione dei partigiani (Anpi) aveva chiesto espressamente di assicurare lo stop commerciale. Ma lo svolgimento in quella data del Trofeo Accademia Navale ha convinto l'amministrazione a scegliere una strada diversa. «Non abbiamo inteso minimamente né sottovalutare né ignorare l’importanza e il valore della ricorrenza – precisa l’assessore al turismo e commercio, Paola Bernardo – la città e le sue istituzioni saranno anche quest’anno a fianco dell’Anpi nelle cerimonie commemorative per l’anniversario della Liberazione».

Quanto alla decisione di disporre la chiusura obbligatoria nelle quattro date in calendario «vista la convergenza di intenti registrata in sede di consultazione, mi auguro che il procedimento sia accolto favorevolmente dalla comunità e dagli operatori».

Ieri mattina, in terza commissione consiliare, i negozi hanno diviso di nuovo gli alleati di centrosinistra: Idv e Sel avrebbero voluto che l’amministrazione emanasse un’ordinanza più incisiva in tema di limitazioni per dare quantomeno un segnale politico. Il Pd ha difeso la scelta della giunta. «Dopo aver portato avanti un tavolo con i soggetti coinvolti – dice il capogruppo Massimo Gulì – ha scelto l’unica strada che a oggi può dare risultati concreti. Anche noi siamo d’accordo con la Regione: no alla deregulation. Ma sarebbe inutile emanare un provvedimento che il Tar sospenderebbe dopo pochi giorni. Assessori e sindaco si stanno già impegnando sul terreno politico per trovare una strada ai tavoli con governo e Regioni».

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di Redazione web