Gioco
“Stills”, in mostra ci sono le fotografie di Paolo Ciriello
A villa Fabbricotti l’esposizione degli scatti che il fotografo ha realizzato durante i film di Virzì e Bruni
LIVORNO. Una storia narrata attraverso le immagini. Si inaugura domani alle 17,30 alla biblioteca labronica Guerrazzi (villa Fabbricotti) la mostra "Stills" che raccoglie le più belle immagini scattate da Paolo Ciriello.
Fotografie scattate durante le riprese di numerosi e noti film. Un viaggio virtuale che, grazie agli scatti di Ciriello, diventa reale, sul set di quattro film. "La prima cosa bella", girato a Livorno da Paolo Virzì nel 2009, "Scialla" diretto dal livornese Francesco Bruni, ambientato a Roma, e poi due anteprime assolute: "I più grandi di tutti", pellicola diretta dal fratello di Paolo, Carlo Virzì finita di girare nel 2011 e infine l'opera prima di un altro livornese, Edoardo Gabbriellini, "I padroni di casa".
«Gli scatti della pellicola di Carlo Virzì esposti alla mostra - svela Ciriello - anticiperanno solo di qualche ora la prima ufficiale del film che sarà presentato la sera stessa al cinema The Space».
La mostra, che durerà un mese, si chiuderà con una sorpresa: una vera e propria asta di alcune delle fotografie, alla presenza di un banditore.
Che sia una vera emozione per Paolo Ciriello mostrare a Livorno i frutti del proprio lavoro, glielo si legge negli occhi. Perché Ciriello ha iniziato quasi per caso e per rincorrere questa passione ha deciso a lasciare il posto di lavoro che aveva prima. Da allora ha lavorato su tre film.
Ciriello racconta di che cosa si occupa un fotografo sul set, quali sono le sue mansioni: «E' una figura professionale che si è evoluta nel tempo. Mentre prima si occupava di immortalare momenti salienti delle riprese, principalmente per scopi pubblicitari, oggi si occupa anche di dare un'interpretazione del film. Scene, backstage, attori in atteggiamenti rilassati, scenografie e poi - dice con orgoglio - racconta la troupe: decine di persone che lavorano per mesi gomito a gomito».
Il risultato, come anticipato, è una storia. «Sarà per questo - conclude Paolo - che mi piace definirmi più che altro un narratore».
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