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Ministro Gnudi: «Dal Giglio un esempio straordinario, venite in vacanza il mare è pulito»

Ministro Gnudi: «Dal Giglio un esempio straordinario, venite in vacanza il mare è pulito»

Il ministro del turismo Piero Gnudi, in visita all’isola, ha incontrato la popolazione ringraziandola per l’impegno, l’aiuto e il calore dato la notte del naufragio

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«L'isola del Giglio non vuol dire nave Concordia. Quella che è successo è una tragedia grandissima che ci addolora ma l'isola è bellissima e rimane sempre la stessa». Lo ha detto il Ministro del turismo Piero Gnudi in visita all'isola dove ha incontrato la popolazione. «Dal punto di vista turistico - ha aggiunto - non c'è alcun motivo per non venire in vacanza al Giglio. Il mare è pulito, l'ambiente è incontaminato e fruibile in ogni suo aspetto».

«Una popolazione di poche centinaia di persone è stata in grado di dare aiuto e calore a oltre 4 mila persone in pericolo. All'Isola del Giglio il nostro Paese ha dato prova di solidarietà ed efficienza. Il mio ringraziamento va alla popolazione di isola del Giglio e a tutti i corpi impegnati nei soccorsi dal 13 gennaio». Lo ha detto il ministro del turismo Piero Gnudi incontrando la popolazione di isola del Giglio. La notte del naufragio, in cui morirono 30 persone e due sono ancora disperse, i gigliesi aprirono le loro case, le chiese, le scuole, gli alberghi per accogliere i naufraghi ai quali vennero consegnate coperte e bevande calde.

«Le attività di ricerca dei dispersi sono al momento sospese ma non concluse in attesa dell'identificazione dei cinque corpi ritrovati il 22

marzo». Lo ha detto il Commissario straordinario per l'emergenza Concordia Franco Gabrielli che al Giglio ha incontrato la popolazione assieme al ministro del turismo Piero Gnudi. «Nella prossima settimana - ha detto Gabrielli - probabilmente conosceremo l'identità dei corpi rinvenuti e potremmo così concentraci, grazie alle attività di intelligence, sulle ricerche degli ultimi due dispersi». All'appello mancano ancora due tedeschi, due americani, due italiani e un indiano. «E' nostro impegno morale e anche dei soccorritori che sono uomini straordinari - ha concluso Gabrielli - restituire un corpo da piangere ai familiari».

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di Redazione web