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Livorno

De Tomaso, slitta la cassa «La chiederemo lunedì»

Nuovo rinvio al ministero. Accordo tra i sindacati per un anno di “crisi” Pedini: entro una settimana atti e soldi o non garantiremo l’ordine pubblico

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LIVORNO. I sindacati metalmeccanici di Livorno e Torino - riuniti ieri al tavolo del ministero per discutere il futuro della De Tomaso - hanno firmato l’accordo per un anno di cassa integrazione straordinaria per crisi. C’è l’accordo, ma non il decreto ministeriale, perché l’azienda non ha ancora presentato la richiesta. Prima di presentarla ha voluto rassicurazioni dal governo sull’eventuale trasformazione della cassa da crisi a ristrutturazione, nel caso in cui l’annunciato socio cinese desse davvero credito al progetto con l’acquisizione dell’80 delle quote. Ma anche i cinesi, per ora, non si sono visti.

«La cassa – riferisce il segretario della Fiom livornese, Enrico Pedini – sarà valida da gennaio a dicembre prossimo. L’azienda si è impegnata a presentare le carte lunedì e il ministero a dare il via al decreto entro un paio di giorni. Se ognuno farà il suo, nel giro di una settimana i lavoratori (a secco dall’inizio dell’anno, ndr) dovrebbero avere la cassa di gennaio, febbraio e forse marzo».

«Al tavolo – riprende – abbiamo detto chiaramente che se gli atti non saranno firmati con urgenza non saremo più in grado di garantire l’ordine pubblico». Già ieri un centinaio di operai torinesi si è presentato sotto casa di Rossignolo.

Stamani i sindacati incontreranno la direttrice dell’Inps per iniziare a predisporre le carte. «Ora chiude Pedini – non si può più stare ai discorsi, cinesi o non cinesi. Lunedì aspettiamo gli atti: se qualcuno non rispetta gli impegni, quello che succede succede...».(j.g.)

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