Il Tirreno

Livorno

Scontro di perizie sull’autista sbranato

Scontro di perizie sull’autista sbranato

Secondo la Procura anche la ferita alla testa è stata fatta dai cani. I consulenti di parte: non solo morsi

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LIVORNO. È scontro tra investigatori e periti di parte sulle cause della morte di Vito Guastella, l’autotrasportatore di 50 anni della provincia di Trapani trovato morto all’alba del 28 febbraio scorso in un piazzale lungo l’Arnaccio.

«Non c’è al momento nessun elemento nelle nostre mani che possa farci credere che ci sia un’altra pista rispetto a quella che ad uccidere il camionista a sia stato il branco di cani», spiega il procuratore capo Francesco de Leo. Che aggiunge: «In ogni caso continuiamo ad indagare».

Al centro dell’indagine c’è una ferita alla testa che secondo la Procura, nonostante un tratto diverso rispetto alle altre, è comunque riconducibile ad uno degli animali.

«È possibile che durante l’aggressione – è la tesi del medico legale – uno degli animali possa aver colpito la vittima con una zampa oppure che la testa possa aver sbattuto contro il terreno nel momento in cui è svenuto».

Ecco spiegata, dunque, quella ferita «anomala», rispetto alle altre. Dunque per gli inquirenti resta ancora in piedi la versione iniziale della tragedia: Guastella che si trova fuori dal camion, forse mangia, attira così l’attenzione dei cani che lo aggrediscono. Per questo tenta di fuggire verso la recinzione ma viene gettato a terra e sbranato prima di potersi mettere in salvo oppure chiamare aiuto.

Una versione, questa che non convince i periti di parte. Secondo questi ultimi, ci sono delle ferite - tra cui quella alla testa - che non sono compatibili con i morsi e neanche con le zampate dei cani. Inoltre, ci sarebbero anche delle anomalie rispetto alla dinamica generale dei fatti. I periti di parte stanno cercando di ricostruire cosa è successo quella mattina sull’Arnaccio. Sono molti gli interrogativi aperti, a partire dal perché Guastella non si sia riparato sul suo mezzo, al quale stava lavorando, e invece sia scappato verso l’esterno, in direzione della rete, dove poi il corpo è stato ritrovato.

I periti di parte non escludono che il camionista siciliano sia stato vittima di un’aggressione da parte di qualcuno, prima di essere attaccato dai cani.

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di Redazione web