Lutto
Pene pesanti per gli scippatori da un massimo di 5 anni e 4 mesi a un anno
Sei imputati. Il pubblico ministero li ha definiti «una vera e propria scuola di scippo». Colpivano a bordo di uno Scarabeo
LIVORNO. Per i sei imputati accusati a vario titolo di rapina, furto, lesioni e ricettazione, sono arrivate delle maxi condanne nonostante la scelta dei riti alternativi come l’ abbreviato e il patteggiamento: da un minimo di due anni e due mesi a un massimo di cinque anni e quattro mesi.
«Una vera e propria scuola di scippo», così il pubblico ministero Luca Masini, che ha coordinato l’inchiesta “Scarabeo”, dal nome dello scooter che i ragazzi usavano per le rapine, ha definito la banda, in uno dei passaggi chiave della lunghissima requisitoria durata quasi tre ore e andata in scena nell’aula a porte chiuse della Corte d’Assise.
I sei che hanno tra i 19 e i 36 anni avrebbero messo a segno più di venti colpi tra il settembre 2010 e l’estate successiva, in particolare scippi su motorini rubati, ma anche furti e rapine. Tanto che in una di queste occasioni la vittima è stata una donna di 90 anni che si è costituita parte civile e che adesso, come altre sventurate, dovrà essere risarcita.
Quello che durante le indagini ha sorpreso anche gli investigatori è che questi ragazzi «di buona famiglia – dice chi ha seguito il caso – e senza particolari problemi economici», per mesi si sono fatti grandi agli occhi degli amici - giovanissimi pure loro - raccontando tutto su Facebook o portando qualche "trofeo" delle loro scorribande al moletto Nazario Sauro per vantarsi.
Le manette per buona parte del gruppo sono scattate dopo una serie di perquisizioni, era il settembre dell’anno scorso. In arresto, in un primo momento, sono finiti in cinque: Micael Del Vivo condannato a 3 anni, Marco Lucchesi (3 anni e 4 mesi), allora poco più che maggiorenne, Andrea Morelli (2 anni e 8 mesi), Daniele D'Amato (2 anni e 2 mesi), a quel tempo ancora incensurato. E Franco Biagioni (28 anni, originario di Scafati), trovato con qualche grammo di hashish e altrettanti di cocaina e contro il quale si è proceduto separatamente.
Secondo gli inquirenti, quest’ultimo non solo riforniva di droga i ragazzi, ma piazzava la merce rubata. Lucchesi e Del Vivo, invece, sarebbero stati lo «zoccolo duro» del gruppo, mentre Morelli (già arrestato qualche anno prima per le rapine del sabato sera) un «cane sciolto». Alla banda vanno aggiunti altri due nomi: Yuri Bartolini, condannato a 5 anni e 4 mesi, e Davide Mazzoni che invece «risarcendo le vittime» si è visto applicare uno sconto sulla pena fino a prendere un anno (sospesa ).
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