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De Tomaso, slitta il decreto sulla cassa integrazione

De Tomaso, slitta il decreto sulla cassa integrazione

L’azienda non ha presentato la richiesta nonostante i solleciti. Raggiunto un accordo con i sindacati: la cassa si sbloccherà a breve. Intanto gli operai torinesi manifestano davanti alla casa di Rossignolo

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La De Tomaso non ha presentato la richiesta di cassa integrazione straordinaria e il ministero non ha potuto firmare il decreto. Slitta così di qualche giorno, almeno un paio, l'avvio del provvedimento che interessa circa 900 lavoratori dello stabilimento di Grugliasco (Torino) e 140 di Guasticce (Livorno). La cassa - è ormai certo - sarà per crisi e non per ristrutturazione. Oggi infatti i sindacati toscani e piemontesi hanno raggiunto con la società un accordo sulla possibilità di attivare la cassa per crisi per un anno. Al tavolo romano il ministero ha garantito che se la De Tomaso presenterà a breve un piano credibile di rilancio delle attività con l'ingresso del socio cinese, la cassa potrà essere trasformata da crisi a ristrutturazione.

Domani i sindacati livornesi incontreranno il direttore dell'Inps per anticipare le procedure per pagare gli operai a secco da gennaio. La società a sua volta si è impegnata a presentare la richiesta lunedì per permettere al ministero di attivare il decreto entro un paio di giorni. Venerdì scorso l'assessore alle attività produttive della Regione Toscana Gianfranco Simoncini e l'assessore al Lavoro del Piemonte Claudia Porchietto avevano già sollecitato l'azienda a presentare la richiesta di cigs.

Intanto più di cento lavoratori della De Tomaso manifestano davanti a casa di Gianluca Rossignolo, in corso Matteotti a Torino. Domani mattina è prevista un'assemblea davanti ai cancelli della fabbrica a Grugliasco con i sindacati che hanno partecipato all'incontro al ministero per decidere nuove iniziative.

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