Gioco
In 118 in fuga dalla Provincia a caccia di un posto in Comune
Futuro incerto così funzionari e impiegati partecipano in massa al bando indetto da Palazzo Civico Ci sono anche due dirigenti. Kutufà: ma ora l’ente ha speranze. In municipio arriva un ingegnere
LIVORNO. Sul futuro delle Province - che le ultime esperienze di governo avrebbero voluto tagliare in tronco - ci sono ancora mille punti interrogativi. Così ecco che in 118 hanno preso carta e penna, o meglio schermo e tastiera, per cercare di saltare da una parte all’altra di piazza civica: dalla scrivania di palazzo Granducale a quella del palazzo comunale.
Tanti sono, infatti, i dipendenti della Provincia livornese che hanno partecipato al bando di gara indetto a fine anno dal Comune per reclutare soprattutto personale amministrativo e dirigenti. Un bando per mobilità volontaria, che quindi prevede la possibilità di attingere da altre amministrazioni pubbliche senza indire nuovi concorsi. La scelta, come riferito a suo tempo dai vertici del municipio, era stata dettata dalla necessità di rafforzare almeno in parte la macchina amministrativa in vista del maxi pensionamento di un centinaio di dipendenti. Ma subito erano nate le polemiche perché in pieno dibattito sulla morte delle Provincie, il presidente Giorgio Kutufà temeva la fuga in massa e l’agonia dell’ente.
Oggi si sa con certezza che a quel bando hanno risposto da mezza Italia in 558: 156 amministrativi di fascia C, 148 di fascia D, 103 tecnici (tra C e D), 44 informatici (C e D), 49 addetti alla vigilanza (C e D), 7 insegnanti per la scuola della prima infanzia, 16 educatori e 35 dirigenti.
Dal palazzo di Kutufà sono arrivati 118 domande. Per lo più si tratta di amministrativi (45 di fascia C e 43 di fascia D) ma, sorpresa, tra i dipendenti che sperano nella “fuga” ci sono anche due dirigenti. In pratica un quinto del vertice amministrativo di palazzo Granducale.
Kutufà minimizza: «Il bando è uscito in un momento in cui per le Province sembrava non esserci alcuna prospettiva e nel personale c’era, giustamente, grande preoccupazione: capisco che la possibilità di lavorare nel palazzo di fronte fosse allettante». «Oggi – riprende – l’idea di cancellare le Province sta tramontando e semmai si tende a considerarle come enti di secondo livello (aspetto che in ogni caso considero negativo)». In altre parole non sarebbero più i cittadini a eleggere presidente e consiglio provinciale (che a Livorno potrebbe essere formato da 12 membri), ma i consiglieri comunali della provincia. «Alla Camera – chiude Kutufà – è in corso la discussione sul codice delle autonomie locali per chiarire i compiti di ciascun ente: se le attuali competenze fossero riconfermate il personale resterebbe in Provincia senza grandi ridimensionamenti». Sui dirigenti che hanno fatto domanda in Comune tradisce qualche imbarazzo e dice di non sapere di chi si tratti.
In ogni caso in Comune non è ancora chiaro quanti saranno i nuovi ingressi: molto dipenderà dal bilancio. Intanto la procedura di mobilità per i dirigenti dovrebbe essersi chiusa con l’assunzione di un ingegnere del Comune di Firenze: l’area è impianti tecnologici e manutenzione, la richiesta di trasferimento è già stata inviata.
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