Il Tirreno

Livorno

«I miei cartelli non sono reato»

di Lara Loreti
«I miei cartelli non sono reato»

L’artista Clet Abrham si difende: «Da 40 anni studio comunicazione visiva, so quello che faccio»

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LIVORNO. «Sono quasi 40 anni che studio e lavoro nella comunicazione visiva, conosco bene il settore. I miei cartelli non distraggono né disorientano chi guida, anzi, attivano l’attenzione. Di segnali in giro ce ne sono troppi e la gente neanche ci fa più caso. Le mie opere hanno lo scopo di denunciare questa anomalia». Clet Abraham, l’artista francese di 45 anni, fiorentino d’adozione, che da tre anni si dedica ad apporre sui cartelli adesivi (che possono essere tolti senza danni) con vari simboli, risponde così al comandante della polizia municipale, Riccardo Pucciarelli, che ha annunciato una multa nei suoi confronti per i cartelli modificati in tutta la città.

Clet accende la polemica con i vigili: «Il comandante della polizia municipale fa il suo lavoro che è quello di fare rispettare la legge. Ed è giusto che sia così. Per il resto, però, ognuno ha il suo campo, e il mio è proprio la comunicazione visiva. So quello che faccio. Bisognerebbe chiedersi in ogni caso perché a Londra, e in generale in Inghilterra, ci sono dieci volte meno cartelli che in Italia. E questo è un dato certo. Il punto infatti è che i segnali stradali sono troppi e quindi la gente non dà loro più peso, non li prende sul serio. Sono inflazionati. E costano molto alla collettività».

Pucciarelli, dal canto suo, evidenzia che i cartelli modificati, oltre a essere vietati, distolgono l’attenzione degli automobilisti dalla carreggiata.

Le strade dell’artista fiorentino e di Pucciarelli si sono già incrociate a Bordighera, dove il comandante livornese dal settembre scorso ha assunto l’incarico di supervisore della polizia locale (è consulente della commissione prefettizia). Il comune della cittadina ligure è infatti commissariato.

Lì Clet ha già lavorato sui cartelli stradali. E la sua opera è stata molto apprezzata, tanto che lui è stato richiamato per mettere su una mostra permanente. Lo annuncia lo stesso street artist: «Nei prossimi giorni, tornerò a Bordighera per allestire un’esposizione permanente dei miei cartelli. Si tratta di un mini museo su cui sto lavorando proprio in questi giorni».

L’artista sottolinea il significato intrinseco che dà ai suoi lavori. «Io approfondisco il tema dei cartelli - dice Clet - e appongo un adesivo che abbia un preciso senso. Ad esempio, il Cristo sulla strada senza uscita rappresenta la morte e la speranza della Resurrezione, sulla freccia rivolta il bassoè impresso un diavoletto, su quella che punta in alto c’è un angelo, poi c’è l’omino che porta via il divieto in senso di ribellione e così via».

Insomma, il dibattito è aperto. E intanto la multa contestata dalla polizia municipale è in viaggio verso il domicilio dell’artista. Ma lui, dice, ci è abituato: «Non è la prima e non sarà neanche l’ultima. Le altre volte ho fatto ricorso». E molti li ha vinti. Probabilmente Clet farà così anche in questo caso.

Nei prossimi giorni comunque i suoi adesivi - sono una sessantina e sono stati messi dall’artista la notte di due domeniche fa - saranno rimossi dall’amministrazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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