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Alt alla libertà di licenziare, protesta all’Eni

Alt alla libertà di licenziare, protesta all’Eni

Metalmeccanici Cisl e Uil: la Fiom ha rotto l’unità. Romagnani (Cgil): sono stati loro a tirarsi indietro

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STAGNO. I lavoratori metalmeccanici che lavorano nel settore manutenzioni alla raffineria Eni hanno paralizzato a lungo ieri mattina, dalle 9 in poi, il traffico sull’Aurelia. È un altro capitolo della protesta contro la riforma del mercato del lavoro, in particolare sulle modifiche dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Altolà alla libertà di licenziare, hanno scandito i lavoratori che poi si sono riuniti in assemblea.

Ma la mobilitazione dei lavoratori e del sindacati contro la riforma del governo non accenna a fermarsi: per oggi è annunciato lo sciopero di due ore a fine di ogni turno alla Trelleborg, lo stabilimento al Picchianti. L’ha proclamata la Rsu, Filctem Cgil e Uilcem Uil unitariamente.

Al tempo stesso proprio dalla protesta davanti alla raffineria a Stagno è emersa una polemica fra i sindacati metalmeccanici, che solitamente nella nostra città hanno una significativa tradizione unitaria: la Fiom ha voluto andare da sola, accusano Uilm e Fim Cisl.

«Seppur con sfumature diverse e con prese di posizioni più o meno forti», questa riforma – dicono i dirigenti sindacali Federico Mambrini e Sergio Fondi – «alle organizzazioni sindacali tutte non piace». Rispettando le posizioni nazionali, «le rsu delle fabbriche livornesi con molta difficoltà hanno raggiunto un compromesso e venerdì scorso hanno manifestato in maniera unitaria nelle strade della città». Tutte tranne le aziende di appalto Eni: sciopero anche li unitario per ieri e l’obiettivo di «fare un qualcosa in più ed essere magari di esempio per altre realtà avevamo deciso una assemblea unitaria», dicono Uilm e Fim. «Così non è stato non per volontà nostra ma perché chi rappresenta autorevolmente la Fiom in quelle aziende ha fatto un passo indietro con la motivazione che a Piombino non è stato raggiunto un accordo unitario».

«E’ il contrario, il passo indietro l’hanno fatto loro», sbotta David Romagnani (Fiom Cgil): «Sono stati i loro segretari generali, a loro insaputa, a proclamare iniziative per conto proprio a Piombino, rompendo il clima unitario. Ho chiesto se questa cosa era recuperabile, mi è stato detto di no. Ma queste sono lagnanze inutili, quel che interessa è dar voce a una forte mopbilitazione contro questa riforma: ce lo chiedono i lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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