Sicurezza
«Per ora nessun rischio per la salute»
I primi campionamenti di Arpat e Istituto superiore di sanità tranquillizzano, le indagini continuano
LIVORNO. Come sta il pesce che vive sui fondali di Calambrone su cui sono finiti quei due maledetti rimorchi carichi di veleno? E’ una delle questioni aperte di questa storia che da dicembre sta tormentando chi ha a cuore il nostro ambiente. Le risposte di Arpat per ora sono tranquillizzanti, ma è chiaro che non possono bastare i primi test. «I risultati non indicano particolari anomalie, in particolare le concentrazioni rilevate di nichel e vanadio sono in linea con le concentrazioni attese e coerenti con quanto rilevato nel corso degli ultimi anni - sottolineavano dall’Agenzia dopo le rilevazioni di fine gennaio -, il molibdeno non era stato finora ricercato in quanto la normativa non prevede soglie e valori standard di qualità ambientale, ma le concentrazioni rilevate nei vari punti sono coerenti fra loro e in linea con quanto atteso». Per quanto riguarda i pesci e crostacei, nella notte tra il 23 e il 24 febbraio, operatori di Arpat si sono imbarcati su un motopeschereccio d’altura per effettuare due pescate a nord-ovest e ovest dell’Isola di Gorgona su un fondale di circa 450 metri. Le valutazioni di tipo tossicologico sui campioni di pesci e crostacei, analizzati dall’Istituto zooprofilattico sperimentale sono state richieste dalla Regione Toscana all’Istituto Superiore di Sanità secondo cui non si evidenziano rischi per la salute umana attraverso il consumo dei prodotti ittici sottoposti a campionamento». (g.c.)
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