Gioco
«Noi lavoratori diciamo basta»
Nel presidio al varco Valessini la rabbia dei 58 operativi e 6 impiegati
LIVORNO. «Noi lavoratori di Agelp abbiamo detto basta». Al varco Valessini ieri mattina hanno dato vita a una manifestazione spontanea: hanno rallentato il traffico distribuendo volantini in cui hanno ricordato che «l'agenzia di lavoro portuale nasce con l'articolo 17 della legge di riordino dei porti» e «rappresenta l'unica agenzia autorizzata dalla legge a fornire manodopera all'interno del porto al quale tutti gli operatori possono rivolgersi».
Dopo aver sottolineato che «in Europa i pool rappresentano un valore aggiunto della portualità mentre a Livorno dal 2003, anno di nascita dell’Agelp, a oggi non si è riusciti a coinvolgere l’intera comunità portuale in questo progetto», i manifestanti sottolineano che «il continuo non rispetto delle regole all’interno del porto e la mancanza di incisività da parte delle autorità competenti riguardo alle problematiche dell’articolo 17 hanno portato la situazione di 64 lavoratori sull’orlo del baratro». È per questo che l’iniziativa di lotta mirava a chiedere («ancora una volta») «interventi risolutivi» che siano una risposta definitiva a «tale drammatica situazione».
Il gruppo di lavoratori promotori della protesta mette l’accento sul fatto che il drastico calo dei turni si è tradotto in una brusca diminuzione delle buste paga e questo «minaccia di portare al collasso le nostre famiglie».
Occhi puntati dunque oggi sulla riunione della commissione consultiva e venerdì su quella del comitato portuale: al centro dell’attenzione la chiamata di lungo periodo.
«Siamo esasperati – raccontano – anche nei confronti della nostra dirigenza: devono decidere loro con quale giacchetta stare dentro la comunità portuale». I lavoratori ricordano di aver sollecitato più volte l’Authority perché vi siano controlli e sanzioni nei riguardi delle imprese che lavorano impropriamente come articolo 17».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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