Il Tirreno

Livorno

«Mia figlia è disabile Asl e scuola le negano l’aiuto per i pasti»

di Anna Cecchini
«Mia figlia è disabile Asl e scuola le negano l’aiuto per i pasti»

La rabbia di un padre: «Le hanno fatto la prova per deglutire nessuno vuole assisterla per la merenda, è un’ingiustizia»

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LIVORNO. Giulia è una bambina di prima media che frequenta regolarmente la scuola, ma deve essere aiutata in molte delle attività che svolge. Perché Giulia è disabile al 100% (divulghiamo il nome della ragazzina perché i genitori hanno chiesto esplicitamente di pubblicare i nomi loro e della figlia). La piccola ha bisogno di qualcuno che si occupi di lei, anche per la merenda e il pranzo a scuola.

Finora non ci sono stati problemi, a scuola arrivava un addetto dell’Asl. Adesso invece quell’assistenza che per lei è indispensabile sembra le sia stata negata, sia dagli operatori dell’Asl che dal personale della scuola. Suo padre Leonardo non ci sta, non accetta che alla sua bambina siano negati diritti fondamentali. Proprio a lei che è disabile.

Giulia frequenta la prima classe delle scuole medie Borsi. «Da settembre ad oggi - racconta il padre - non ci sono stati problemi, è sempre passato un Oss (operatore socio sanitario) che faceva capo all’Asl e si occupava di somministrare il cibo a mia figlia».

I problemi sono cominciati quando, a gennaio, Giulia è stata sottoposta alla consueta visita di controllo del Gom (gruppo operativo multiprofessionale) che verifica le condizioni di salute dei ragazzi con disabilità.

«In quell’occasione - prosegue Leonardo Terreni - mi hanno parlato di una nuova visita a cui doveva essere sottoposta Giulia. È venuto fuori che lei, come anche altri ragazzini disabili, avrebbe dovuto fare per forza la prova della deglutizione, perché c’era timore che la bambina potesse avere problemi nell’ingoiare il cibo, anche quello della merenda e il pranzo a scuola».

Leonardo ha rinviato il più possibile la visita, un po’ per altri impegni e forse perché aveva intuito che questa storia della prova sulla deglutizione avrebbe in qualche modo danneggiato Giulia. Nei giorni scorsi però ha dovuto far sottoporre la bambina all’esame. «Ci siamo stati giovedì - racconta Leonardo – ed è emerso che Giulia è in grado di deglutire i cibi». Una bella notizia, che però si è trascinata dietro una serie di problemi riguardanti l’assistenza scolastica alla piccola. «Prima di tutto voglio fare presente che si tratta di un esame invasivo - spiega il padre - che certo non fa bene a un bambino, soprattutto se è disabile. Per fare la prova viene somministrata una sostanza chimica, che a mia figlia per esempio ha dato fastidio, visto che nei giorni successivi ha avuto problemi allo stomaco e all’intestino». Ma il vero problema, quello che ha fatto andare su tutte le furie i genitori della piccola Giulia, sono le conseguenze che l’esame ha portato nell’organizzazione dell’assistenza scolastica per Giulia.

«In pratica - dice Leonardo - si è creata una diatriba fra l’Asl e la scuola. L’azienda sanitaria, visto che la bimba deglutisce da sola, ha interrotto il servizio di assistenza tramite un Oss. E anche la scuola sostiene che la somministrazione del cibo non è di sua competenza». La famiglia di Giulia è incredula. «La bambina non pranza a scuola - conclude Leonardo -, fa solo merenda a metà mattina. Ci sembra un atteggiamento discriminatorio che nessuno si occupi di aiutarla. Ho anche chiesto un appuntamento al direttore sanitario, ma non ho avuto risposta».

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