Il Tirreno

Livorno

La nostra acqua è ok ma state attenti alle lavastoviglie...

di Giorgio Carlini
La nostra acqua è ok ma state attenti alle lavastoviglie...

Non ci sono batteri, ammonio e arsenico sotto i limiti ma le analisi confermano il rischio calcare e incrostazioni

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di Giorgio Carlini

LIVORNO

A Livorno si usano meno detersivi che a Cecina, Collesalvetti e Rosignano. All'isola d'Elba il cloruro è alle stelle. E l'acqua delle fontanelle a delle zone collinari hanno un maggiore effetto digestivo.

Per verificare queste curiose affermazioni basta andare sul sito internet di Asa Spa. Da lì, è possibile scaricare la "carta d'identità" delle acque che circolano nelle nostre condutture o che preleviamo dalle fontanelle di alta qualità. E anche le abitudini dei consumatori.

L'iniziativa s'inquadra nella campagna di Federutility in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, promossa dall'Onu ogni 22 marzo. Asa, comunque, pubblica volontariamente i risultati dei controlli sul sito, per una comunicazione trasparente con gli utenti. Così, dati alla mano, chiunque può conoscere i valori e compararli con quelli di altri comuni o delle tradizionali bottiglie che si acquistano nei supermercati. Attenzione però: prendendo alla lettera i numeri c'è il rischio di fare valutazioni sbagliate. Per questo alcuni tecnici di Asa ci hanno aiutato nella lettura dei risultati.

Variazioni minime. Prima precisazione: le variazioni dei parametri, rispetto alle postazioni analizzate, sono trascurabili. I valori, infatti, sono espressi con l'unità di misura "milligrammo (o microgrammo) per litro". Insomma: non è il caso di cambiare fontanella di rifornimento a seconda dei risultati scoperti…

Valori negativi assenti. Secondo il decreto legislativo n.31 del 2001, le sostanze indesiderabili devono essere assenti o inferiori ai limiti stabiliti dalla normativa. I controlli Asa confermano l'ottima qualità delle acque livornesi. L'ammonio e l'arsenico sono ben al di sotto dei limiti previsti. Discorso simile per il boro e i nitriti, mentre i temuti batteri come enterococchi o escherichia coli sono completamente assenti.

Pozzi e sorgenti. Le variazioni dei parametri tra le acque dipendono da due fattori: tipo di acqua "a monte" e tipo di trattamento effettuato. L'acqua è diversa a seconda che sia prelevata da pozzi o sorgenti: la prima è più ricca di sali minerali rispetto alla seconda. I comuni che si riforniscono dai pozzi hanno perciò valori più alti di bicarbonato, calcio, magnesio, ecc. Così si spiegano pure i risultati diversi tra le fontanelle a Livorno. Quelle poste in via Torino e in via del Gazometro si riforniscono dall'acquedotto di Filettole, quella ai Tre Ponti da Filettole e da Mortaiolo.

Trattamenti. Il secondo fattore è il trattamento effettuato. Qui entra in gioco il parametro della durezza. La durezza totale, espressa in gradi francesi, dipende dalla presenza di bicarbonati, calcio e magnesio. Un'acqua "dura" è comunque potabile, ma può dare una sensazione di "allappamento". Per questo, dove è elevata, Asa compie dei trattamenti di addolcimento, per rendere le acque più gradevoli al gusto. Dove invece la durezza ha livelli contenuti, il trattamento prevede solo la filtrazione e l'abbattimento del cloro.

Calcare e detersivi. Acque con una durezza superiore ai 30°F possono provocare incrostazioni di calcare nelle tubazioni, e richiedono un elevato consumo di detersivi durante i lavaggi di vestiti o stoviglie. A Livorno la durezza dell'acqua si attesta sui 31,7°F per la zona nord (serbatoio del Cisternone) e di 39,2°F nella zona sud (serbatoio di Banditella). Valori più ampi si registrano a Bibbona (52,2°F), Rosignano (55,2°F), San Vincenzo (53,9°F) e Collesalvetti (nei paesi di Vicarello, Guasticce, Nugola e Parrana, 56,9°F).

Isola d'Elba. Discorso a parte merita l'Elba. L'elevata durezza qui è causata dall'alta presenza di cloruri. Il motivo? Molti pozzi dell'isola sono salmastri. E anche quelli sul continente che la riforniscono sono costieri e invasi da elementi salini. All'Elba sono dunque necessari particolari trattamenti per abbassare il valore dei cloruri con i dissalatori. Il prossimo passo, dicono da Asa, sarà chiudere i pozzi dove è entrata l'acqua di mare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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