Finanza
Imu, che botta su negozi, studi e seconde case
Valter Nebbiai spiega la decisione di applicare l’aliquota massima. «Non possiamo fare altrimenti, lo Stato incassa la metà del gettito...»
LIVORNO. La prima rata dell’imposta municipale unica dovrà essere pagata entro il prossimo 17 giugno e sarà un vero e proprio salasso per quanto riguarda le seconde case e gli immobili adibito a negozi, studi e attività produttive.
Nella bozza di bilancio che l’amministrazione sta discutendo con le forze politiche, sociali ed economiche, è stato infatti previsto di applicare l’aliquota massima del 10,6 per mille sulle abitazioni diverse da quella principale e sulle aree edificabili e quella del 9,6 agli immobili destinati ad attività commerciali e produttive(botteghe, capannoni, ristoranti, hotel, banche, uffici, etc.). Il che significa, in generale, un aumento che può variare dal 50 al 75% rispetto a quanto pagato lo scorso anno.
L’aliquota sulla prima casa è stata prevista invece al 5,8 per mille: decisamente superiore all’aliquota base del 4 per mille ma anche assai più bassa del tetto massimo che il governo Monti ha fissato al 7 per mille.
L’assessore al bilancio Valter Nebbiai spiega: «Abbiamo fatto il possibile per non penalizzare eccessivamente l’abitazione principale, ma su tutti gli altri immobili lo Stato si prende la metà del gettito e quindi senza una revisione dell'aliquota i conti non sarebbero tornati. Ma intanto la parte dei cattivi la facciamo noi...».
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