Il Tirreno

Livorno

Imu, che botta su negozi, studi e seconde case

di Alessandro Guarducci
Imu, che botta su negozi, studi e seconde case

Valter Nebbiai spiega la decisione di applicare l’aliquota massima. «Non possiamo fare altrimenti, lo Stato incassa la metà del gettito...»

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LIVORNO. La prima rata dell’imposta municipale unica dovrà essere pagata entro il prossimo 17 giugno e sarà un vero e proprio salasso per quanto riguarda le seconde case e gli immobili adibito a negozi, studi e attività produttive.

Nella bozza di bilancio che l’amministrazione sta discutendo con le forze politiche, sociali ed economiche, è stato infatti previsto di applicare l’aliquota massima del 10,6 per mille sulle abitazioni diverse da quella principale e sulle aree edificabili e quella del 9,6 agli immobili destinati ad attività commerciali e produttive(botteghe, capannoni, ristoranti, hotel, banche, uffici, etc.). Il che significa, in generale, un aumento che può variare dal 50 al 75% rispetto a quanto pagato lo scorso anno.

L’aliquota sulla prima casa è stata prevista invece al 5,8 per mille: decisamente superiore all’aliquota base del 4 per mille ma anche assai più bassa del tetto massimo che il governo Monti ha fissato al 7 per mille.

L’assessore al bilancio Valter Nebbiai spiega: «Abbiamo fatto il possibile per non penalizzare eccessivamente l’abitazione principale, ma su tutti gli altri immobili lo Stato si prende la metà del gettito e quindi senza una revisione dell'aliquota i conti non sarebbero tornati. Ma intanto la parte dei cattivi la facciamo noi...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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