Il Tirreno

Livorno

«Il Santigli della droga non c’è più»

di Lara Loreti
«Il Santigli della droga non c’è più»

L’ex cestista dal carcere di Porto Seguro: «Ho chiuso con quella vita, ormai sono anni che mi dedico solo alla famiglia»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Il Paolo Santigli che risulta nella condanna del tribunale d’appello di Milano non esiste più. Quel periodo è chiuso da tempo, io sto vivendo un’altra vita». Uno sfogo dal carcere che suona come un grido di libertà e una rivendicazione della sua nuova identità.

Dal carcere brasiliano, dove è detenuto da tre giorni per traffico internazionale di droga, Santigli, 53 anni, si è messo in contatto con il suo storico amico e legale Luca Pacini, affermato avvocato livornese nel ramo delle assicurazioni (segue i gruppi Generali e Fondiaria Sai). E a lui ha confidato tutto il suo dispiacere per una vicenda che credeva ormai morta e sepolta e che «l’ha colto di sorpresa», come sottolinea lo stesso Pacini. «Santigli, per quel reato, ha già scontato la pena in Brasile, quando nel 1993 fu condannato a sei anni e sei mesi - dice il legale - In quella sentenza il giudice brasiliano contestava gli stessi fatti che sono presenti nella condanna del tribunale di Milano».

L’ex cestista e allenatore della Pallacanestro Livorno si trova nel carcere di Porto Seguro, in Brasile, arrestato dall’Interpol per una vecchia condanna per stupefacenti: 9 anni da scontare per un episodio che risale al 1992 e per il quale l’atleta livornese era stato già arrestato in Brasile, nell’ottobre di quello stesso anno. La condanna del tribunale d’appello di Milano è diventata definitiva del 2000, quando Santigli - scontata la pena nello stato brasiliano di Vittoria - si era già reso latitante. L’accusa è traffico internazionale di cocaina: secondo gli investigatori milanesi, Santigli faceva parte di un’organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti in cui erano coinvolti anche esponenti della malavita milanese. Santigli nel 1992 fu arrestato dalla polizia sudamericana in Brasile, a casa di uno dei “soci”, con 200 chili di cocaina insieme ad altre tre persone fra cui un livornese, un italiano immigrato e un brasiliano. Il ruolo di Santigli era quello di acquirente. Tuttavia, secondo la polizia, quel quantitativo era solo la prima trance di un carico ben più vasto, destinato alla piazza milanese, che contava in tutto 800 chilogrammi. In questi anni l’Interpol ha dato la caccia a Santigli, che intanto s’era rifatto una vita con un nuovo nome (Ettore Dertoni) nella cittadina di Porto Seguro. E negli ultimi mesi, grazie alla collaborazione della polizia livornese, l’ex giocatore è stato scovato e rintracciato.

Ma a questo punto Santigli non ci sta. Lui che, con fatica, s’era inserito nella vita di Porto Seguro, mettendo su una fiorente attività commerciale (un ristorante sulla spiaggia), e creando una famiglia: ha una moglie e un figlio. Ora invece, il livornese rischia di essere estradato in Italia, dove dovrà scontare la pena di 9 anni. L’arresto di lunedì mattina infatti è un provvedimento provvisorio in attesa dell’estradizione, come previsto negli accordi bilaterali tra Italia e Brasile. Nei prossimi giorni, Santigli sarà trasferito nella casa crcondariale di Brasilia, dove ha sede l’Alta corte federale, che ha la competenza sull’estradizione.

L’avvocato Pacini, che negli anni è sempre rimasto in contatto con l’amico, difende la posizione di Santigli e spiega le sue ragioni: «Paolo ha già scontato la sua pena e noi lo dimostreremo. Lui è consapevole degli errori commessi e ora pensa solo a suo figlio, che ha 12 anni e che porta il nome di suo nonno. Lui in questi anni ha sempre benedetto di esser stato arrestato in Brasile perché quella parentesi della sua esistenza gli ha permesso di riflettere sui suoi errori passati». Poco prima di uscire dal carcere, nel 1998, Santigli conobbe la sua attuale moglie. E l’amore per lei l’ha spinto a cambiare vita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa