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Livorno

E a Firenze mozione bipartisan «Agire prima che sia tardi»

E a Firenze mozione bipartisan «Agire prima che sia tardi»

LIVORNO. Una legge regionale, o meglio un regolamento che disciplini la legislazione presente, che tuteli l'ambiente e arrivi a colmare il vuoto normativo circa la raccolta del corallo dai fondali...

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LIVORNO. Una legge regionale, o meglio un regolamento che disciplini la legislazione presente, che tuteli l'ambiente e arrivi a colmare il vuoto normativo circa la raccolta del corallo dai fondali toscani, ma che al tempo stesso salvaguardi la fruizione ludica del mare da parte di bagnanti e subacquei.

È è quanto chiede il Consigliere regionale del Pdl Marco Taradash, in una mozione da lui promossa insieme ai suoi colleghi del Pdl in Commissione Ambiente Andrea Agresti (Vicepresidente), Stefania Fuscagni e Paolo Marcheschi e alla quale si aggiungeranno sia Marco Ruggeri (Pd)Marta Gazzarri (Idv).

L'iniziativa è scattata sulla base delle vere e proprie raccolte selvagge di coralli che il fondale antistante la torre di Calafuria - a sud di Livorno, sul Romito - subisce ormai da tempo. «Nel mare davanti alla torre di Calafuria, sul Romito, a sud di Livorno, da tempo - raccontano i firmatari - è presente un'imbarcazione da cui due raccoglitori di corallo sardi, nella perfetta legalità, si immergono per pescare il corallo a profondità più accessibili di quelle autorizzate dalla Regione Sardegna. I due pescatori professionisti sono provvisti di tutte le autorizzazioni necessarie a praticare questo tipo di raccolta, verificate più volte dal nucleo pesca della Capitaneria di Porto». Ora, però: «La Regione Sardegna - si spiega nella mozione - ha posto vincoli assai rigidi alla raccolta del corallo sui propri fondali, sia temporali, autorizzando la raccolta dal 1 maggio al 15 ottobre, sia limitando la profondità minima a 80 metri. La Regione, al contrario, non ha ancora legiferato in merito, demandando a una normativa nazionale in vigore dagli Anni Sessanta che non pone limiti alla pesca professionistica del corallo».

Un guaione, soprattutto perché, come ricordano Taradash e i suoi colleghi, «il corallo rosso è oramai assolutamente raro e disponibile solo a alte profondità», fatto che rende «quello di Calafuria un vero e proprio tesoro ambientale». Anche perché, «il corallo cresce mediamente 1 millimetro l'anno». La particolarità di quello che si trova a Calafuria è l'accessibilità: «Nei fondali di Calafuria - ricorda infatti la mozione - il corallo cresce a una profondità che varia dai 15 ai 40 metri, ed è cosa veramente rara se non unica, in Italia, poter ammirare il corallo rosso a simili profondità. Le centinaia di sub che si immergono in questa zona hanno sempre tutelato quello che da tutti è considerato sotto l'aspetto scientifico, didattico e anche fotografico un paradiso ambientale di flora e fauna, un'opera che la natura ha costruito in decenni e alla quale il prelievo indiscriminato creerebbe una ferita insanabile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web