Il Tirreno

Livorno

De Tomaso ultimo atto «Ormai poche speranze»

Il finanziatore cinese arriva e il ministero dà il via alla cassa integrazione per accompagnare i dipendenti alla disoccupazione: scade a fine anno

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LIVORNO. E andato male l’incontro al ministero sulla De Tomaso.Una realtà sempre più drammatica per i circa 140 lavoratori dell'ex Delphi, dopo l'incontro tenutosi ieri mattina a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Di Quiu Kunjian, presidente del gruppo cinese Hotyork Investment Group, che avrebbe (il condizionale è d'obbligo) acquisito la maggioranza della De Tomaso non si è avuta notizia. Ancora una volta, mister Kunjian si è fatto attendere, invano. Di lui nessuna traccia. Né tantomeno si sono visti i finanziamenti promessi. Rossignolo ha confermato la volontà di investire, senza però dimostrare l'arrivo delle risorse necessarie.

I finanziamenti (circa 60 milioni di euro) sarebbero bloccati a causa di "intoppi bancari". Una motivazione che non convince il ministero. Dal Ministero, dopo gli ultimatum caduti nel vuoto, hanno deciso la trasformazione della cassa integrazione da "riconversione" a "chiusura stabilimento". Cosa che avvicina la parola "fine" al capitolo De Tomaso. Niente corsi di aggiornamento, nessun reinserimento e, soprattutto, niente fondi per i corsi di aggiornamento professionale sui quali si contava per riconvertire l’azienda: solo il classico accompagnamento verso l'uscita dal lavoro. La firma dovrebbe arrivare entro venerdì.

«Il Ministero ha lasciato una porta aperta - precisa Enrico Pedini, dirigente sindacale Fiom Cgil - Se la De Tomaso presenterà i finanziamenti la cassa integrazione potrà essere riconvertita. Se invece questa storia dovesse chiudersi qui, dovrà essere onorato l'accordo siglato con il Ministero nel 2009, che prevedeva la reindustrializzazione dei lavoratori ex Delphi». Proprio da quel protocollo d'intesa si era arrivati alla vicenda Rossignolo. La delusione tra i lavoratori è palpabile. Il presidio che si era radunato davanti al ministero romano ha fatto consigliare Rossignolo di uscire da una porta laterale per non incontrare i dipendenti.

Federico Mambrini, responsabile metalmeccanici Uil, non nasconde la delusione: «Il percorso è finito, siamo arrivati in fondo». Una "speranza di fabbrica" che chiude è una mazzata tremenda: «I lavoratori arriveranno a fine 2012 senza prospettive. Il dispiacere è enorme, nessuno si aspettava un epilogo del genere». Poche le speranze di un colpo di scena dal socio cinese: «Figuriamoci se a Hong Kong hanno problemi a fare un bonifico. Ripartiamo dall'accordo del 2009, sapendo però che le aziende della componentistica hanno centinaia di esuberi strutturali».

«Se non ci sarà un chiarimento con l'azienda - spiega il sindaco Alessandro Cosimi, presente a Roma - ci dovremo riunire per orientare la scelta su qualcos'altro, perché la credibilità della De Tomaso sarà pari a zero. L'azienda conferma la volontà di proseguire nel progetto industriale, ma è evidente che abbiamo bisogno di fatti concreti». «Pur nell'amarezza del momento - afferma il presidente della Provincia Giorgio Kutufà - resta la ferma volontà degli enti locali di operare per una positiva soluzione del problema occupazionale determinato dalla chiusura dell'ex Delphi».

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