Sicurezza
«Sono in maggioranza e non mi dimetto dalla commissione»
Romano (Idv) presiederà la riunione di stamani. Ma il Pd gli chiederà di lasciare, altrimenti c’è l’ipotesi della sfiducia
LIVORNO. Questa mattina, alle ore 9, si riunirà la sesta commissione consiliare (Vivibilità urbana)del Comune. All’ordine del giorno ci sono diversi argomenti: la mozione dei consiglieri Romano, Giannini, Del Lucchese "Sosta auto"; l’interpellanza del consigliere Ciacchini "Zona taxi in Piazza Grande"; l’interpellanza dei consiglieri Ciacchini, Palmerini, Tamburini "Proteste dei bagnanti sul lungomare".
Ma l’argomento di maggior richiamo, dal punto di visto politico, è il fatto che a condurre i lavori della commissione ci sarà Andrea Romano. Sarà la sua prima volta da presidente dopo la cancellazione della rappresentanza Idv in giunta. Ma per il capogruppo dei dipietristi, questo non significa nulla. «Svolgerò il mio ruolo come ho sempre fatto», sottolinea Andrea Romano che dimostra così di sentirsi sempre parte integrante della maggioranza. «E perchè non dovrei? - sottolinea il consigliere Idv - Il sindaco ha revocato le deleghe a Luca Bogi, ma noi continueremo a sostenere il suo programma e il suo operato. Del resto abbiamo contribuito a fare eleggere Cosimi e non Lamberti. Certo che siamo in maggioranza, altrimenti i vertici del Pd ci avrebbero già comunicato ufficialmente qualcosa di diverso».
Non la pensa così Massimo Gulì, capogruppo del Pd. «Le commissioni di gestione spettano alla maggioranza - spiega - Romano adesso non ne fa più parte e quindi gli chiederemo di fare un passo indietro. Non c’è nulla di personale, ma solo una questione istituzionale e regolamentare». Passo indietro a cui Romano non pensa minimamente. «Di certo non mi dimetterò». E allora il Pd potrebbe presentare una mozione di sfiducia. Ma i suoi 5 consiglieri ( Michele Martorano, Barbara Corso, Daniele Morelli, Giuseppe Scavazzon e Valerio Vergili non garantiscono la maggioranza. Bisogna quindi vedere come si comporteranno Massimo Ciacchini, Attilio Palmerini, Gionata Giubbilei (Pdl) e ); Salvatore Capuozzo (Gruppo Misto Udc). Anche se quest’ultimo potrebbe astenersi.
«Valuteremo il da farsi - dice Bruno Tamburini, capogruppo del Pdl - ma secondo me, la sfiducia deve essere votata con la maggioranza dei due terzi così come avverrebbe in caso di sfiducia del presidente del consiglio comunale». Quindi i tre voti del Pdl, diventerebbero decisivi. «Già...», conclude con Tamburini con un sorriso sibillino.
Alessandro Guarducci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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