Sicurezza
«Il Consorzio non ha colpe»
Mantellassi (piccola nautica): esagerati i controlli dell’Authority sulle barche
LIVORNO. «Non siamo certo stati noi a far scattare i controlli dell’Authority per le barchette. Attribuire questa responsabilità al Consorzio ci offende». Piero Mantellassi, che del Consorzio è presidente, non ci sta ad essere additato come il “mandante” di quella pioggia di ingiunzioni che stanno arrivando alle migliaia di proprietari di barche ormeggiate lungo i Fossi. A tirare in ballo in Consorzio che riunisce circa sessanta circoli nautici sono state alcune parole dell’Authority, che tramite il dirigente Giovanni Motta aveva fatto intuire come la “pressione” del Consorzio per la realizzazione del porto turistico per la piccola nautica alla Bellana avesse portato all’avvio dei controlli sulle autorizzazioni.
«Troviamo veramente singolare - prosegue Mantellassi, a nome del Consorzio - collegare alla Bellana i controlli lungo i fossi. Noi sollecitiamo fin dalla nostra nascita l'individuazione di un'area per la manutenzione alle barche per evitare ogni forma di inquinamento lungo i fossi e per risolvere i problemi degli eccessi di dimensioni e di posti barca mancanti senza peraltro avere mai risposte. Ci pare però che proprio l'Autorità portuale sia quella che ha iniziato a testa bassa il controllo sui fossi intimando di andar via anche a chi sporge di pochi centimetri dalla concessione. Andare dove?».Il presidente del Consorzio, sperando nella volontà dell’Authority di proseguire la collaborazione, rincara la dose: «Siamo giunti all'assurdo in cui l'Autorità portuale ci chiede oggi l'autorizzazione della installazione di cancelli che furono di fatto installati negli anni Sessanta. Di queste installazioni effettuate dai concessionari di allora, oggi, non ce n'è traccia se non di tipo testimoniale. L'intimazione alla rimozione appare assurda e fuori luogo.».
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