Il Tirreno

Livorno

Il Comune: «Il divieto spetta alla capitaneria»

di Giulio Corsi
Il Comune: «Il divieto spetta alla capitaneria»

Palazzo civico dichiara di non poter adottare provvedimenti urgenti in materia Intanto i cittadini scrivono alla Regione: l’Europa vieta la pesca fino ai 50 metri

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Chi deve emettere l’ordinanza urgente per fermare i pirati del corallo che stanno depredando i fondali livornesi? Due giorni fa Lamberto Giannini, capogruppo di Sel, partito di maggioranza, ha presentato una mozione chiedendo al sindaco di muoversi con un provvedimento immediato che vieti da subito ogni attività di pesca del corallo da Antignano a Quercianella. Ma ieri dagli uffici del Comune hanno chiarito che palazzo civico con questa storia non c’entra niente: «Il sindaco non ha competenza per fare un'ordinanza per vietare la pesca dei coralli. Compete all'autorità marittima, cioè alla Capitaneria». Peccato che la capitaneria, cinque giorni fa, attraverso il vicecomandante Luciano Cantore avesse dato una versione decisamente diversa: «Noi facciamo i controlli sulla base delle leggi esistenti. E le leggi non le facciamo noi ma la politica». Cioè il Comune. O la Regione.

Insomma, un mese dopo la concessione della licenza ai due pescatori sardi che hanno iniziato - secondo le denunce di molte associazioni legate al mare - un vero e proprio assalto a uno dei fondali più ricchi e caratteristici di tutto il mar Mediterraneo, e cinque giorni dopo l’allarme lanciato dal Tirreno, in città è iniziato un rimpallo di responsabilità che ricorda neanche troppo vagamente la storia dei bidoni della nave Grimaldi e quella più recente (e meno drammatica) della macchia di paraffina approdata dalla Meloria alla Terrazza.

E così proprio ieri da parte dell’associazione Costiera di Calafuria - che ha lavorato in stretto contatto con l’Università di Pisa e il suo dipartimento di biologia marina - è partita una lettera a Firenze, alla Regione, per chiedere una nuova normativa regionale se non in linea con quella emanata dalla Regione Sardegna (divieto di pescare corallo a meno di 80 metri di fondale) almeno con le raccomandazioni europee. Che sono meno rigide di quelle decise dal governo di Cagliari ma che tutelerebbero la ricchezza dell’ambiente sottomarino livornese. Nell’ultimo convegno sul corallo della Gfcm (la commissione generale della pesca nel mediterraneo, nata da una costola della Fao nel 1949) che si è svolto ad Ajaccio nell’ottobre scorso si si invitano infatti tutti i paesi Mediterranei ad applicare il divieto della pesca del corallo rosso entro la batimetrica dei 50 metri e la taglia minima di 7 millimetri di diametro di base delle colonie.

Già una normativa di questo tipo sarebbe una manna considerando che sui fondali del Romito, unico posto in tutta Italia, il corallo cresce a profondità di 14 metri.

«Per regolamentare anche in Toscana la pesca del corallo rosso ed evitare la distruzione di una ricchezza naturale dal valore inestimabile sia dal punto di vista scientifico che da quello turistico - scrive Antonio Heusch, presidente della Costiera - chiediamo la possibilità di indire quanto prima una riunione della Commissione Consultiva della Pesca per predisporre un percorso che possa condurre la Regione Toscana ad allinearsi con la Sardegna e dotarsi di un regolamento simile a quello sardo che supporti concretamente la Legge pesca della Regione Toscana».

La lettera è stata indirizzata all’assessore all’ambiente Bramerini, a quello all’agricoltura Salvadori e al direttore dell’Arpat Barca. E’ a loro che gli amanti del mare livornese (e di tutta la Toscana, visto che sulle scogliere di Calafuria si stima una presenza di 80mila sub ogni anno) chiedono di intervenire e fare una regolamentazione regionale anziché demandare la normativa alla legge nazionale come è stato fatto negli anni passati. Ma è chiaro che una mossa delle autorità locali per fermare la caccia al corallo in corso in questi giorni, sarebbe decisiva per evitare che quando arriverà la legge regionale di salvaguardia, da salvaguardare ci sia ormai poco o niente.

ALTRO SERVIZIO A PAG. 18

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa