Il Tirreno

Livorno

Entro pochi giorni la Tdt nelle mani dei genovesi

Entro pochi giorni la Tdt nelle mani dei genovesi

Secondo il piano illustrato ai lavoratori della Compagnia il 30% delle quote passerà al gruppo Negri per 15 milioni

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LIVORNO. Sembra quasi fatta. Ancora pochi giorni e la Tdt passerà sotto il controllo dei genovesi che fanno capo a Luigi Negri.

Un passaggio prevedibile da mesi, almeno a cavallo tra la fine dell’anno scorso e quest’anno quando i vertici della Compagnia portuale avevano ottenuto dalla stessa cordata un prestito (3 milioni di euro) che si è rivelato indispensabile almeno per tamponare la crisi economica.

Ma quella crisi è tutt’altro che passata e così l’unico modo in cui la Compagnia può restare a galla è la cessione al gruppo Negri di una buona fetta delle quote di Tdt, il principale terminal contenitori del porto, capace di movimentare oltre 500mila teu l'anno con un fatturato di 40 milioni di euro.

L’operazione, come già annunciato dal Tirreno lunedì scorso, dovrebbe concretizzarsi entro pochi giorni. Così ha preannunciato Enzo Raugei, presidente della Compagnia.

Il passaggio di quote è stato illustrato durante l'assemblea della Compagnia lavoratori portuali, che si è riunita domenica mattina ai Quattro mori. Occasione in cui in molti hanno notato l’assenza di Alberto Bruschini, il manager che ha studiato, condividendolo con i vertici della Compagnia, il piano per salvare la Compagnia.

Un piano che servirà a portare nelle casse circa 15 milioni di euro e per il quale il consiglio di amministrazione della Compagnia ha dato il via libera. Scelta di non belligeranza, certo senza note di entusiasmo, anche da parte dei sindacati.

Fatto sta che i soldi derivanti dal passaggio delle quote al gruppo di Luigi Negri per la Compagnia portuale in questo momento di crisi sono fondamentali e serviranno per aggiustare il bilancio nell'ottica del piano industriale di risanamento che, nel triennio compreso tra 2012 - 2014, dovrebbe riportare i conti in equilibrio.

L'assemblea della Compagnia, due giorni fa, sebbene non fosse prevista alcuna votazione in merito al passaggio di quote, ha di fatto dato il via libera alla dismissione di circa il 30 per cento delle quote del terminal. Una dismissione che è divenuta una scelta obbligata per uscire dalla crisi di liquidità in cui si trova la Compagnia.

Nel dettaglio, l'assetto transitorio prevede - con il passaggio del 30% delle quote che appunto dovrebbe avvenite entro la fine di questa settimana - un 80 per cento al gruppo Negri e il restante 20 a Clp.

Ma non è detto che l’operazione si chiuda definitivamente con queste spartizioni, perché è possibile che si arrivi ad un assetto definitivo - che dovrebbe concretizzarsi entro fine anno - che prevederebbe una ulteriore ridistribuzione: 60 per cento a Negri e 40 per cento a Cilp.

In questo modo la Compagnia, oltre a dotarsi di una nuova governance, seguendo metodi più manageriali, e a prevedere un piano per il contenimento dei costi (compresi per il 2012 almeno una trentina di prepensionamenti dei 400 soci) sta cercando di dismettere le attività legate all’azienda e le proprietà immobiliari più appetibili per far fronte al calo di fatturato registrato per il 2011 (circa 8 mln di euro) e agli investimenti legati al Livorno Reefer terminal (circa 6 mln).

«Parallelamente a queste azioni - commenta il presidente della Compagnia, Enzo Raugei - faremo un'operazione commerciale molto spinta per aggiudicarci nuovi traffici».

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