Gioco
A Ventotene attirano turismo da tutto il mondo
Dal punto di vista della vita sottomarina è un controsenso permettere di sfruttare ulteriormente la popolazione già (ridotta) a minimi che ne fanno prevedere l’estinzione. Il corallo rosso in questo...
Dal punto di vista della vita sottomarina è un controsenso permettere di sfruttare ulteriormente la popolazione già (ridotta) a minimi che ne fanno prevedere l’estinzione. Il corallo rosso in questo tratto di mare è una specie in sofferenza, già ridotta terribilmente dai livelli che aveva nei primi anni Cinquanta, quando gli autorespiratori ancora non esistevano.
Negli anni precedenti la pesca avveniva trascinando l’“ingegno” (una croce di traversine che spezzavano i rami, una parte dei quali rimaneva impigliata in pezzi di rete). Per quanto distruttiva, salvava rametti all’interno di buche e grotte, strappando i rami esposti e magari lasciando sopravvivere il tallone con un po’ di polipi ancora vivi.
Dall’arrivo degli autorespiratori i sub hanno potuto portare sul corallo piccoli attrezzi per scegliere e staccare completamente i rami con tutta la base. La maschera permette di vedere e scegliere i rami, non si tratta più di strappare alla cieca, quindi non si salva più nulla, come le recenti razzie hanno dimostrato. Si entra in grotte e cavità; non c’è più scampo.
La situazione è particolarmente seria per il banco di Montenero: per una rara combinazione di fattori il corallo qui vive a profondità basse, si trovava già a 20 metri, molto facile da portar via anche per sub di esperienza limitata. Chi scrive ha visto qui corallo a 18 metri; ma era nel 1952.
C’è anche un aspetto economico. Dopo il periodo iniziale dei respiratori, quando alcuni hanno pescato i rami più belli e anche venduto questo corallo recuperando un po’ di spese di attrezzature, credo che sia diminuita la speranza di guadagnare portandolo via e sia nata la consapevolezza del suo valore per attrarre turismo.
Intorno al corallo rosso si è sviluppata una piccola industria di esperti appassionati che gestiscono diving centers e vivono dell’interesse che altri appassionati hanno per un mondo sommerso, silenzioso e affascinante. Ma tutto l’interesse si scontra con la desertificazione di quel mondo sommerso che deve essere salvato, non distrutto per la incapacità di capirne il valore (finché c’è').
Le linee aeree e le agenzie di viaggi hanno un certo giro di affari per portare in luoghi esotici chi vuol vedere la vita sottomarina. L’economia di Livorno ha un suo giro legato a persone che frequentano i diving centers vicini e portano un indotto di presenze in alberghi e ristoranti. E’ saggio cercare di rigenerare la vita sottomarina qui da noi, dove chi scrive ricorda scene di vita paragonabili a quelle che si vedono oggi nei paradisi tropicali. Se sia possibile ricreare quel mondo sommerso vicino a Livorno non so, ma so che a Ventotene un sindaco caparbio è riuscito a convincere i suoi concittadini a provarci: in dieci anni hanno rigenerato l’habitat al punto di attrarre turismo subacqueo da tutta Europa. Spetta a noi incoraggiare il nostro sindaco e le varie autorità perché ci provino con tutta la convinzione che nasce dall’esperienza di Ventotene, di Camogli-Portofino, di Ustica e diversi altri punti del Mediterraneo.
* bagni Paolieri
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