Il Tirreno

Livorno

Scontro sul termovalorizzatore

Pd e Pdl contro ma l’assessore Nista insiste: serve e si userà solo per la costa

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LIVORNO. Terza linea dell'inceneritore o termovalorizzatore unico? La questione continua a tenere banco in Provincia. Ieri la terza Commissione si è riunita per fare il punto sul piano interprovinciale dei rifiuti.

Le linee guida prevedono una raccolta differenziata che per l'Ato Toscana Costa dovrà passare dall'attuale 40% di media al 65%. Altri punti fondamentali sono le politiche di riduzione dei rifiuti e la diminuzione della quantità di materiale da portare in discarica, oltre alla diffusione delle buone pratiche sul territorio con incentivi e disincentivi.

Ma la discussione si è concentrata sul termovalorizzatore. «È comunque uno strumento migliore rispetto alla discarica - precisa l'assessore Nicola Nista - La priorità è lavorare sulla differenziata, ma la parte restante di rifiuti va comunque trattata». Le possibilità sono due: realizzare la terza linea dell'inceneritore del Picchianti e contare anche sulle discariche, oppure creare un nuovo termovalorizzatore d'area. Ci sono indirizzi che ritengono più opportuno un nuovo impianto, tecnologicamente all'avanguardia, che possa chiudere il ciclo dei rifiuti senza l'uso delle discariche.

Perplessi i membri della Commissione. «Si dice che non ci sono soldi per promuovere la differenziata e intanto si brucia di tutto e di più», afferma Celanti (Idv). «Vanno visti più in dettaglio aspetti come la localizzazione e la portata degli impianti», gli fa eco Mazzola (Pdci). «Se il ruolo della Provincia è trasformare Livorno in una città che accoglie rifiuti da tutta la Toscana, non ci sto», interviene la Naldini (Pdl). Ceccantini (Pd) è ancora più critico: «Come si fa a conciliare l'esigenza di incentivare la differenziata, e il dover alimentare un mega termovalorizzatore che costerà 400 milioni di euro e funzionerà a ciclo continuo? Il contrasto è evidente. Va da sé che quell'impianto prenderà i rifiuti di tutta la Toscana e non solo».

«Anche con il 65% della differenziata restano altre 350 mila tonnellate da trattare - replica Nista - Il nuovo termovalorizzatore brucerebbe solo i rifiuti prodotti nell'Ato Costa. Non c'è contrasto, è complementare».

Una decisione al riguardo, comunque, sarà presa durante la fase consultiva, dopo l'adozione del piano da parte del Consiglio provinciale. Un'adozione che dovrebbe avvenire entro l'estate, per una successiva e definitiva approvazione entro fine anno.

Giorgio Carlini

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