Gioco
Lacrime per la piccola Dayana «Catastrofe si doveva evitare»
A Rimini i funerali di William Arlotti e la figlia di 5 anni, morti nel naufragio della Costa Concordia. Il vescovo: «Gravissime responsabilità anche di fronte alla giustizia di Dio»
Di fronte a tragedie come quelle della Costa Concordia, in cui sono scomparsi anche Williams Arlotti e Dayana, padre e figlia di 37 e 5 anni, «non siamo soli». È quanto ha affermato il vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi, in un passaggio della sua omelia al funerale di Williams e Dayana. «Questa è la verità - ha sottolineato nella riflessione intitolata proprio “Non siamo soli” -: appesi alla croce della violenza e della debolezza; crocifissi con i chiodi della malattia, del fallimento, dell'errore e dell'inganno; nell'agonia della speranza e nel tradimento dell'amore, nella paura di dover imboccare il tunnel buio della morte, non siamo soli. Gesù non ha ceduto al ricatto dei suoi crocifissori, ha rinunciato a salvare se stesso, non è sceso dalla croce».
Proseguendo nella sua omelia, monsignor Lambiasi ha poi sottolineato che «il Crocifisso Risorto prende su di sé il velo del silenzio gravido di interrogativi che ci pesano sul cuore, lo squarcia da cima a fondo, facendo risuonare la rassicurante inimmaginabile promessa: oggi sarai con Me nel Paradiso».
Quella della Costa Concordia è stata «una catastrofe devastante che si doveva e si poteva evitare, e di cui altri hanno il dovere, davanti al tribunale divino e alla giustizia umana, di assumersi la gravissima responsabilità. Non è stato Dio a distrarsi quel 13 gennaio né a rendersi latitante al largo dell'isola del Giglio», ha proseguito monsignor Lambiasi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

