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Guasto alla RaRi Al Picchianti piove polvere nera
Prima si alza fumo intenso, poi la fuliggine cade sulle auto fino a via Provinciale Pisana e alla rotatoria di Pian di Rota
LIVORNO. Un denso fumo nero ha allertato ieri mattina gli abitanti della zona industriale del Picchianti e quelli dei dintorni. Intorno alle 9.30 è scattato l'allarme: una colonna di fumo, prima bianco poi sempre più scuro, si è levata da uno dei silos della Ra.Ri.
L'azienda, che ha sede in via dei Fabbri al Picchianti, si occupa dello smaltimento di rifiuti industriali pericolosi e non. Complice il vento, la densa fumata nera si è rapidamente spostata e ha invaso via Pian di Rota e via Provinciale Pisana., la prima affollata di imprese e negozi, la seconda densa di abitazioni.
«Siamo abituati a vedere il fumo che esce dall'impianto – raccontano i meccanici dell'officina Peugeot che si trova proprio di fronte alla struttura – ma questa mattina (ieri, ndr) ci siamo subito accorti che non si trattava delle solite operazioni di smaltimento. Fortunatamente il vento soffiava nella direzione opposta e il fumo si è subito spostato verso nord».
Coloro che sono stati investiti in pieno dall'emissione raccontano di una sorta di fuliggine che ha ricoperto le vetture in sosta e le vetrine di negozi e attività. Il fenomeno è andato avanti per una decina di minuti. In via Pian di Rota, molti automobilisti provenienti da entrambe le direzioni hanno rallentato per capire cosa stesse accadendo. Ed è chiaro che l'episodio, avvenuto a pochi giorni di distanza dall'incendio divampato in uno degli impianti della Raffineria Eni, ha destato apprensione nella zona.
In molti hanno alzato la cornetta e si sono rivolti ai vigili del fuoco. Ma la questione era più semplice del previsto.
La Ra.Ri., responsabile dell’incidente, ha subito cercato di spegnere ogni timore facendo sapere che si è trattato di un incidente di scarso rilievo. «A inizio mattina – ha spiegato la società – c'è stata la rottura del manicotto di un tubo presente in uno dei silos».
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e tecnici dell’Arpat. Ed entrambi hanno confermato la tesi della Ra.Ri. I vigili hanno verificato che l’incidente è avvenuto durante le ordinarie operazioni di carico del silos dell’argilla utilizzata nel ciclo produttivo per l’inertizzazione di rifiuti trattati nell’impianto. Il materiale polverulento sarebbe fuoriuscito a causa della rottura del manicotto di collegamento tra la base del silos e la coclea di invio all’impianto di inertizzazione.
I tecnici del dipartimento Arpat di Livorno hanno invece verificato la gestione delle operazioni di ripulitura messe in atto dall’azienda e la tipologia del materiale fuoriuscito. La scheda di sicurezza presentata dalla Ra.Ri. ai tecnici ha confermato la natura del materiale già accertata dai vigili del fuoco, composto da argilla, che non presenta alcuna classificazione di pericolosità.
L’azienda è successivamente intervenuta per raccogliere il materiale disperso con l’utilizzo di una spazzatrice meccanica e nel primo pomeriggio ha attivato una ditta esterna per la completa aspirazione del materiale dall’area sottostante il silos.
Il caso però - oltre ad aver allarmato i residenti - ha riaperto la questione dell'inquinamento nella zona. «L'alta concentrazione di impianti industriali inquinanti tra via dell'Artigianato, via Provinciale Pisana e via Pian di Rota - dichiara Giovanni Fuoti del Comitato Aria Pulita Livorno Nord – rende insostenibile la vita dei cittadini. Al di là dei rumori e del transito dei mezzi pesanti, quello che più ci interessa è che l'Arpat conduca un'indagine per capire quali sono i possibili rischi sulla salute della popolazione, senza contare la mancanza di un piano di fuga nel caso di un incidente industriale».
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