Gioco
Dorme nel cassonetto Clochard salvato da dipendente Aamps
Piazza Garibaldi, tragedia evitata da un controllo mezz’ora prima del passaggio del camion
LIVORNO. Ieri mattina la buona sorte ha deciso di sorridere a un debole. Si è travestita da capo turno dell’Aamps e ha salvato una vita. Erano le dieci in piazza Garibaldi e un anziano clochard francese se ne stava rannicchiato, addormentato, completamente ubriaco dentro a un cassonetto della carta, riscaldato soltanto da vecchi giornali, cartoni e sacchetti usati come coperte. Ancora mezzora e sarebbe passato il camion della raccolta differenziata. Avrebbe agganciato il cassonetto, l’avrebbe sollevato e svuotato, e il compattatore meccanico avrebbe stritolato il povero abitante del cassonetto.
E invece un raggio di sole si è acceso in quell’angolo della piazza: Mirko Piram, capo turno in servizio, si è trovato tra le consegne anche il controllo di quell’isola ecologica. E ha eseguito l’operazione con un’attenzione degna di un applauso. «Ho visto un movimento inusuale del coperchio di un cassonetto per la raccolta della carta», ha raccontato Piram alla dirigenza dell’azienda. E la cosa, chiaramente, ha acceso il sospetto del dipendente. Il capoturno ha subito fermato l'auto e ha scoperto che all’interno del cassonetto, quasi mimetizzato tra l’ammasso di giornali, aveva trovato rifugio un uomo, un anziano clochard, che stava dormendo.
Per prima cosa Piram si è sincerato che l’uomo fosse ancora vivo, poi ha aperto il coperchio del cassonetto, ha sollevato di peso il senzatetto e l’ha tirato fuori.
«Gli ho chiesto come stava e poi ho chiamato subito il 118 e i vigili urbani», ha raccontato il capo turno ai suoi superiori. Ma l’uomo, probabilmente spaventato dall’idea di qualche controllo, ha deciso che era meglio svicolare via.
E così barcollando e proferendo appena qualche parola in francese si è dileguato verso via Garibaldi e in pochi secondi è sparito, portandosi al seguito due sacchetti di plastica contententi stracci e indumenti che aveva portato con sè in quell’alloggio della disperazione.
Al solerte capo turno dell’Aamps non è rimasto altro che tirare un sospiro di sollievo e gioire per esser capitato in servizio di domenica mattina, aver ricevuto quell’ordine che prevedeva il controllo dei cassonetti di piazza Garibaldi e soprattutto essere intervenuto nei tempi giusti, prima del passaggio del mezzo per la svuotatura del contenitore che sarebbe intervenuto di lì a una mezzora e probabilmente avrebbe stritolato quell’anziano clochard.
Giulio Corsi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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