Il Tirreno

Livorno

Bretella fantasma, Mauro Grassi interrogato in Procura

di Federico Lazzotti
Bretella fantasma, Mauro Grassi interrogato in Procura

L’assessore dal 2005 è stato il braccio destro di Riccardo Conti, ora indagato. «Niente di sospetto». Ma è giallo sui 28 milioni dati dalla Regione ai privati

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LIVORNO. È la metà di febbraio quando Mauro Grassi, 61 anni, una vita da superdirigente in Regione e attuale assessore all’Ambiente del Comune di Livorno viene chiamato dalla Procura di Firenze come persona informata sui fatti nell’inchiesta che riguarda la presunta corruzione attorno alla “Bretella fantasma”, 9 chilometri di autostrada, mai realizzati, che avrebbero dovuto collegare Prato con Lastra a Signa e che adesso fanno tremare politica e imprenditoria sull’asse Firenze-Milano.

Al centro dell’indagine, coordinata dai pubblici ministeri Giuseppina Mione e Luca Turco, c’è la figura di Riccardo Conti, per due volte assessore regionale alla Infrastrutture (dal 2000 al 2010) e adesso responsabile nazionale trasporti del Pd. E quella di Vito Gamberale, ex presidente di Autostrade e ora con l’ex assessore toscano nel consiglio di amministrazione di un fondo d’investimento che si chiama F2i e si occupa di infrastrutture.

Grassi, di Conti, è amico personale e a partire dal 2005 è stato anche il referente di decine di progetti in quanto direttore generale della direzione politiche territoriali e ambientali della Regione da cui è andato in pensione il primo gennaio 2010 prima di diventare assessore a Livorno.

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