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Portuali in assemblea stamani di fronte al rebus della vendita
Stamani di nuovo i portuali in assemblea: la terza in tre settimane, dopo l’incontro di venerdì fra Compagnia e cordata livornese. Ma in pole position resta l’ipotesi di vendere quote Tdt...
LIVORNO. Stamani di nuovo i portuali in assemblea: la terza in tre settimane, dopo l’incontro di venerdì fra Compagnia e cordata livornese. Ma in pole position resta l’ipotesi di vendere quote Tdt ai genovesi
Filt Cgil e Rsa Filt. Il sindacato si dice «estremamente preoccupato» per come si sta sviluppando il confronto fra i vertici della Compagnia e i soggetti istituzionali e imprenditoriali: guai se la discussione si limita alla cessione totale o percentuale di proprietà degli assets», bisogna prevedere contestualmente «la garanzia della continuità occupazionale di tutti i lavoratori in ambito portuale, chiarendo ai lavoratori e a noi quale ruolo e prospettiva di lavoro si prefigura non solo per Tdt, Ltm, Cilp, ma anche per l'articolo 16 Cpl che sembra non avere un ruolo in questa discussione». Il dibattito non lascia «intravedere quale sarà il futuro ruolo della Compagnia nel porto». Il sindacato rivendica intero il ruolo di rappresentanza degli interessi dei lavoratori se le scelte della cooperativa badassero solo ad avere «“respiro finanziario” per tamponare gli obblighi debitori». A Compagnia e Bruschini si chiedono «scelte responsabili in condivisione con i soci Cpl».
Federazione della Sinistra. Si tema il via a «una fase di conflittualità che rischia di consegnare il porto ad avventurieri che si fanno concorrenza sul costo del lavoro». Aggiungendo poi: «Ci appassioniamo poco alla provenienza e alla residenza anagrafica di eventuali acquirenti: l'unico aspetto che ci interessa è che la Compagnia proceda valutando l'offerta che le consentirà di riprendere forza il prima possibile».
Sel. La vendita di quote Tdt è vista coma «la dismissione dei lavoratori portuali da imprenditori del porto di Livorno»: insomma, una «dismissione per non arrivare al fallimento». Sel dice che serviranno altre cessioni e allora bisogna dire che «la scelta non può solo essere vendere al miglior offerente per ripianare il deficit, ma traguardare il necessario sacrificio ad un piano di rilancio industriale chiaro». E aggiunge: «Non si salva l'esperienza cooperativa sul porto rinchiudendosi nel fortino, delle volte per il bene comune è necessario cercare di aprirsi alla città ed alle esigenza prioritaria della tutela dei posti di lavoro».
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