Gioco
Pioggia di ingiunzioni alle barche nei Fossi
In corso i controlli dell’Authority. Il Consorzio piccola nautica: castigati anche per soli 30 centimetri
LIVORNO. «Non bastava l’incubo di una tassa regionale extra, adesso ci si mettono anche le ingiunzioni dell’Authority». Parola del “popolo delle barchette” raggruppato (sono in 3mila) sotto i vessilli del Consorzio nautico dei Fossi: niente multe, perché l’istituzione portuale non ha questi poteri, ma una sfilza di ingiunzioni («talvolta anche solo perché la barca secondo loro sfora di 30-40 centimetri»).
L’Authority conferma: il dirigente Giovanni Motta segna che i controlli, iniziati a novembre dal Ponte Nuovo, sono adesso all’altezza di piazza della Repubblica: sono scattate finora una ventina di ingiunzioni, andremo avanti nell’operazione di verifica. Ma lo stiamo facendo con buon senso, senza intenti inutilmente vessatori. Ci rendiamo conto che è una materia complicata, anche perché talvolta le autorizzazioni risalgono addirittura a più di mezzo secolo fa».
Ma la cosa singolare è che, a dar retta all’ingegner Motta, involontariamente a scatenare i controlli è stata proprio una iniziativa del Consorzio per richiamare l’esigenza di un nuovo porto turistico per la piccola nautica alla Bellana. La questione è arrivata sul tavolo del prefetto, sono stati coinvolti il comandante dei carabinieri, la Guardia di finanza e la Capitaneria. Risultato: i controlli sono stati affidati all’Authority, per le competenze che ha nel settore delle concessioni demaniali marittime. che ha contestato le anomalie rispetto alle autorizzazioni.
Con tutta la difficoltà del caso: basti dire che per una ingiunzione relativa al tratto in zona piazza Manin il Consorzio è stato in grado di ritrovare le autorizzazioni degli anni ’60.
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