Gioco
Per sfuggire all’arresto finge di volersi suicidare
La donna trovata con un complice fuori da un tabacchi sugli Scali delle Cantine «Arnesi da scasso? Sono magra, quando mi butto in mare devo andare a fondo»
LIVORNO. Quando l’hanno beccata ad armeggiare fuori dalla tabaccheria lungo gli Scali delle Cantine, prima ha finto un malore, poi degli spasmi, infine quando i carabinieri le hanno chiesto conto del borsone con dentro tutto il necessario per scassinare l’universo di infissi e serrature, si è fatta seria e ha spiegato ai militari il suo reale progetto per la notte.
«Rubare? Niente affatto – ha cercato di giustificarsi – volevo togliermi la vita buttandomi in mare, ma essendo così magra ho pensato che mi servisse una zavorra per restate sul fondo e allora ho portato con me questi attrezzi da usare come pesi».
Una messa in scena che non ha salvato Laura Marcaccini, 43 anni, dall’arresto con l’accusa di tentato furto aggravato. In manette è finito anche il suo complice, Alessandro Pini, 40 anni, che in un primo momento era riuscito a scappare dai militari salendo sullo scooter prima di essere inseguito e bloccato dalle parti di via Grande. Per lui l’accusa è anche più pesante visto che secondo le disposizioni del giudice, l’altra sera, sarebbe dovuto essere agli arresti domiciliari per un conto, ancora in sospeso, con la giustizia.
Ad attirare l’attenzione dei carabinieri, venerdì sera in torno alle 22, un movimento insolito davanti alla tabaccheria.
«Abbiamo visto una donna in piedi che si guardava attorno – raccontano gli investigatori – mentre l’uomo era accucciato ed armeggiava all'altezza della serratura della saracinesca».
Appena i due hanno visto avvicinarsi la macchina, la donna ha avvisato il complice, che è saltato in sella a un motorino, per dileguarsi verso Piazza della Repubblica. Lei, invece, per fargli guadagnare tempo, si è gettata a terra, simulando un malore.
Uno dei due militari ha soccorso la quarantatrenne, mentre il collega, a bordo dell'auto, ha inseguito e raggiunto il fuggitivo. La donna, intanto, ha continuato la messinscena, esibendosi in spasmi e contorsioni varie anche dopo l'arrivo di un'ambulanza.
Al pronto soccorso è stata sedata e dimessa senza prognosi. Poi è arrivato il momento dei chiarimenti e delle giustificazioni. Così quando i militari le hanno chiesto perché stesse portando una borsa con gli attrezzi da scasso, la donna ha risposto che era sua intenzione suicidarsi in mare ma, essendo magra e quindi leggera, aveva pensato di utilizzare quel materiale come peso per affondare più rapidamente.
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