Gioco
La lobby dei poveri ingrana la marcia
Accordi con portuali e finanza per i rifornimenti alimentari e progetti anti-sfratto nei quartieri: le idee del vescovo
LIVORNO. «La lobby per i poveri funziona». Una frase chiara quella di monsignor Giusti. Quando lo scorso novembre il vescovo di Livorno aveva lanciato la proposta di avviare un ripensamento strutturale dell'economia della città e intervenire, nel modo più veloce e concreto possibile, per far valere gli interessi dei cittadini meno abbienti qualcuno ha storto il naso. Ma quelle di monsignor Giusti non sono state solo belle parole e ai discorsi, in questi mesi, sono seguiti incontri, discussioni, accordi e soprattutto fatti.
«Stiamo strutturando il piano di azione in diverse aree _ spiega il vescovo _ e in pochi mesi abbiamo fatto grossi passi avanti. Qualche progetto è già partito, altri sono in fase di approvazione, ma siamo sulla strada giusta». Ecco i progetti.
Emergenza alimentare. L'area più urgente, secondo monsignor Giusti, è l'emergenza alimentare. Negli ultimi anni, vista la crisi, le mense Caritas della città hanno visto aumentare il numero di persone che si rivolgono a loro ogni giorno. «Abbiamo stipulato degli accordi con i portuali e alcuni grossi imprenditori che si occupano di import/export per far sì che quando ci sono grosse derrate alcune centinaia di chili di cibo o vestiario siano destinati alle mense Caritas. E lo stesso vale per le derrate alimentari confiscate dalla Guardia di finanza. Un aiuto indiretto che sta facendo la differenza».
Servizio docce e centro disabili. «All'interno del villaggio sportivo di Corea tutto è pronto per creare un servizio docce e distribuzione di vestiti. Manca la licenza edilizia che stiamo aspettando da mesi. Siamo inoltre in fase progettuale insieme ad Oami per creare un centro disabili in onore di Monsignor Ablondi».
Emergenza lavoro. «In via Donnini stiamo progettando insieme alla Caritas nazionale di costruire una scuola di arte e mestieri dedicata ai giovani in cerca di formazione e soprattutto a chi perde il lavoro in età avanzata per aiutarli a ricollocarsi sul mercato».
Sos casa. «Sempre in via Donnini – spiega il vescovo – vogliamo far nascere un complesso di 20 monolocali contro l'emergenza abitativa. Specialmente per i padri separati in difficoltà economica. Non solo: siamo in trattativa per poter acquistare il palazzo dei Padri Trinitari che con una piccola ristrutturazione potrebbe diventare un centro di prima accoglienza e avere 20 monolocali. Nel quartiere Corea, con l'aiuto del Villaggio di don Nesi, ci sarebbe invece la possibilità di recuperare alcuni locali abbandonati. Stiamo per raggiungere la cifra di 100mila euro, grazie a una convenzione fatta con la Cassa di Risparmio di Livorno, per aiutare le tante famiglie che non arrivano a fine mese a pagare l'affitto. Questa domenica, le offerte fatte durante la messa saranno devolute a questo impegno».
Consultorio diocesano. Vale ancora per via Donnini: «Vorremo aprire un consultorio diocesano per dare appoggio alle madri in difficoltà e promuovere la maternità. Non vogliamo fare polemica con nessuno, ma in molti ci hanno fatto sapere di come tante donne scelgano l'aborto spinte dalla solitudine sociale ed economiche: vogliamo che capiscano che non sono sole».
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