Gioco
Un Livorno a muso duro per fermare la Reggina
Un pareggio può andare benissimo, ma serve protezione davanti alla difesa Madonna con due punte e trequartista: rientra Knezevic, forse esce Bernardini
Lo strano viaggio amaranto inizia in tarda mattinata. Pullman verso Roma, poi aereo Roma-Reggio Calabria, quindi un altro po’ di pullman verso l’albergo. Problemi di coincidenze. Ad accogliere il Livorno un clima quasi estivo: pensate che oggi ci saranno 17-18 gradi al fischio d’inizio.
A rendere “caldo” il match non ci sarà comunque bisogno del sole. La Reggina si gioca una delle ultime occasioni per rientrare nel giro playoff, il Livorno cerca punti per salvarsi. La logica dice però che la squadra di Madonna ha due risultati utili (un pareggio, alla vigilia, sarebbe da firmare), mentre i padroni di casa hanno poco da inventare: o vincono, o escono con la coda tra le gambe.
All’andata finì con un patatrac del Livorno di Novellino, infilzato in contropiede da una squadra schierata meglio a livello tattico. Molte cosa da allora sono cambiate (compresi gli allenatori), adesso il Livorno sembra più solido con questo 4-3-1-2 che offre alla difesa la protezione di Luci, Morosini (o Filkor) e talvolta anche di Belingheri. Sulla carta è un modulo buono per stare coperti e ripartire, soprattutto in trasferta. A Empoli la vittoria sfuggì di un soffio in un secondo tempo troppo rinunciatario, oggi Madonna chiede più autorità in campo ai suoi. Siligardi, Dionisi e Paulinho sono tre uomini che possono far male a qualsiasi difesa, in qualsiasi momento. Ecco perché “non prenderle” è il vero mattone sul quale costruire un risultato positivo.
In questo, inutile negarlo, ci aiutano le assenze del nostro avversario. Sì, ci sono i sostituti, motivati e tutto, ma è una vecchia storia: noi preferiamo affrontare la Reggina senza Bonazzoli, Campagnacci e Cosenza.
Al resto dovrà pensarci l’aggressività del Livorno. Serve una squadra corta in mezzo al campo, con Siligardi e almeno uno tra Paulinho e Dionisi sempre pronti a ripiegare per non lasciare troppa superiorità al centrocampo a 5 della Reggina. In fase difensiva guai lasciare due uomini o più dietro la linea della palla. E poi bisogna mordere, non farsi travolgere dal furore della Reggina ma azzannare prima e più forte. Sotto il profilo del gioco è evidente il passo in avanti compiuto dopo l’arrivo di Madonna (cose semplici ma logiche), se aumentano anche cattiveria e rabbia siamo quasi a cavallo. Anche oggi a Reggio.
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