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Concessioni, il ministero stoppa la tassa regionale
LIVORNO. Il ministero delle infrastrutture dà ragione al “popolo delle barchette” e ai terminalisti nel braccio di ferro contro la Regione Toscana che, caso quasi unico in Italia, poco prima di...
LIVORNO. Il ministero delle infrastrutture dà ragione al “popolo delle barchette” e ai terminalisti nel braccio di ferro contro la Regione Toscana che, caso quasi unico in Italia, poco prima di Natale aveva chiesto il pagamento degli arretrati di una tassa extra sulle concessioni demaniali, compresi gli interessi e la multa come si trattasse di una furbata da evasori fiscali. Qualche centinaio di euro per ogni circolo nautico, centinaia di migliaia di euro per i terminal sulle banchine.
Canta vittoria per la circolare 45 la Confindustria: ora si augura che la Regione «annulli gli avvisi di accertamento con la stessa tempestività con cui gli aveva notificati, consentendo alle aziende di concentrarsi sul mercato piuttosto che sprecare tempo e soldi nel difendersi da pretese evidentemente prive di fondamento normativo».
Dal quartier generale confindustriale si rivendica la paternità di una battaglia che aveva visto i big del porto fianco a fianco con gli appassionati della piccola nautica: «su chiarimento della Direzione fiscale» il ministero delle finanze ha «definito l'ambito applicativo del tributo» e ha escluso «le concessioni rilasciate dalle Autorità Portuali dall'obbligo del pagamento, così come sostenuto con forza sia da Confindustria Livorno sia dai suoi operatori che si erano opposti collegialmente, presentando una serie di ricorsi alla Commissione Tributaria provinciale di Firenze, coordinati da Confindustria».
«Si è finalmente fatta piena luce – dice Umberto Paoletti, direttore di Confindustria – su una questione importantissima: l'onere economico preteso frettolosamente dalla Regione rischiava di dare il colpo di grazia ai nostri porti, già gravati da una crisi che sta mettendo a dura prova gli operatori».
Paoletti si è detto «molto sorpreso» del fatto che «in questa situazione economica» la Regione abbia tenuto «così intransigente» seppure in «un clima di incertezza normativa» e pretendendo «a tutti i costi» questa «ulteriore imposizione che non era dovuta, come avevamo ripetutamente argomentato sia alla Regione sia all'Autorità Portuale».
Vale come una punzecchiatura all'Authority livornese l'apprezzamento per la posizione dell'Autorità Portuale di Piombino («cautelativamente, con un'azione di salvaguardia della propria comunità portuale, ha evitato agli operatori di ricorrere ad azioni di autotutela, con conseguente risparmio di risorse finanziarie e di tempo»). La Confindustria non lo dice esplicitamente ma è evidente il rimprovero a Palazzo Rosciano, che di fronte alla richiesta da parte della Regione, aveva detto sì che la tassa non era dovuta ma poi alla fine aveva fornito gli elenchi. L'Authority aveva risposto che li aveva forniti perché la Regione aveva minacciato un pesantissimo attacco legale in caso di diniego.
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