Gioco
Agenzia per l’affitto, prime firme
Stipulati 4 contratti (più 2 da definire) ma non basta per l’sos sfratti
LIVORNO. Quattro contratti firmati più due in fase di risoluzione: l’Agenzia per l’affitto muove i primi passi, ma la strada per diventare uno strumento concreto contro l’emergenza sfratti è ancora lunga.
L’Agenzia, che fa capo a Casalp, è nata nell’estate dello scorso anno per dare una risposta concreta a chi è troppo “ricco” per accedere alla graduatoria delle case popolari e troppo “povero” per stare a galla nel mercato privato. Vale ad esempio per le giovani coppie che non riescono a ottenere un mutuo. In sostanza - in piena emergenza sfratti (sono 80 a bimestre) e con le graduatorie Erp ancora bloccate - cerca di favorire l’incontro tra la cosiddetta fascia grigia e i proprietari di case sfitte, che a Livorno sono più di 4mila.
Funziona così: il bene viene affittato a condizioni inferiori rispetto al valore di mercato (circa il 30 per cento in meno), ma l’Agenzia garantisce, in caso di morosità, la copertura di sei mensilità. Lo fa attraverso il fondo di garanzia che è ancora di 100mila euro ed è messo a disposizione per metà dalla Fondazione Cassa di Risparmi e per metà dal Comune. Di solito per rientrare in possesso di un appartamento quando gli inquilini sono morosi ci vuole circa un anno: così l’Agenzia copre metà del rischio.
Ma lo strumento, operativo da tempo in altre città, è decollato a fatica. Tanto che negli ultimi giorni è finito al centro del botta e risposta tra l’assessore Bruno Picchi e alcuni rappresentanti del gruppo Democratici Davvero, che nelle circoscrizioni non hanno votato la variante abitare sociale che prevede la realizzazione di circa 350 alloggi (popolari più canone concordato) a Coteto. «Stop alla cementificazione», dicono i bindiani: «Semmai potenziamo l’Agenzia per l’affitto e intercettiamo le case vuote».
Ok, ma quali sono i numeri dell’Agenzia? Lo strumento è nato tra luglio e settembre. I primi contratti - come conferma il presidente Casalp, Stefano Taddia – sono stati firmati negli ultimi giorni: quattro in tutto, più due che dovrebbero essere chiusi entro la fine del mese. Gli appartamenti sono in zona piazza XX e via Mastacchi: si vai dai 350 euro per un monolocale ai 520 per i trilocali. A disposizione, per ora, ci sono una ventina di alloggi.
Ma Taddia non ci sta a sentire parlare di fallimento. «È presto – interviene – per dire che lo strumento non è decollato, in altre realtà è utilizzato da anni e ci sono al massimo 50-60 contratti: se davvero riuscissimo ad arrivare a una ventina entro la fine del primo anno sarebbe un buon risultato».
«Dopo la diffidenza iniziale dei privati – dice – hanno iniziato a contattarci anche alcuni imprenditori edili: con le operazioni immobiliari ferme e gli investitori che non riescono a vendere, l’affitto attraverso l’Agenzia può coprire una parte dell’investimento».
Per ora non sembra esserci la necessità di incrementare il fondo di garanzia che, sostiene Taddia, può coprire fino a una quarantina di contratti, dieci volte tanto quelli che ci sono davvero. Ma da Casalp sperano che: 1) la Regione riservi una parte dei fondi destinati alla casa proprio alle Agenzie per l’affitto che così potrebbero attrezzare nuovi alloggi; 2) il Comune, nel nuovo delicatissimo bilancio, preveda sgravi fiscali sulla seconda casa per chi aderisce al progetto.
Per dare un’idea dei numeri dell’emergenza basta dare un’occhiata alle domande arrivate alla sede dell’Agenzia: sono salite a 220, ma solo una cinquantina di richiedenti avrebbero tutte le carte in regola. Ricordiamo che per fare domanda è necessario essere residenti a Livorno e provincia da almeno 5 anni e avere un reddito compreso tra 14 500 euro (che è la soglia sopra la quale non si può accedere alle case popolari) e circa 38mila (che è il limite regionale per il canone concordato). (j.g.)
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