Italia
Sos artigiani, chiudono quasi in duecento
Cna snocciola i dati di Unioncamere: quest’anno a Livorno sono nate 79 aziende e ne sono morte 196
LIVORNO. «La nostra previsione si è purtroppo avverata: a gennaio 2012 sono cessate in provincia di Livorno ben più del doppio delle aziende artigiane che sono nate». È una constatazione amara quella del presidente provinciale della Cna, Diego Nocenti: i dati provenienti da Unioncamere Toscana non fanno certo sorridere i lavoratori livornesi.
«Nel nostro territorio – fa sapere – sono nate 79 aziende e ne sono cessate ben 196. A gennaio dello scorso anno erano nate 80 aziende e ne erano cessate 120».
«Questi dati - continua il presidente dell’associazione di categoria - ci fanno tristemente salire al terzo posto della classifica per cessazioni, con l'11,2 per cento sul totale delle aziende chiuse nelle 10 province toscane».
Gennaio è un mese statisticamente rilevante per osservare l'andamento della “nati-mortalità” delle aziende, perché ovviamente, chiarisce Nocenti, vi si concentrano gli inizi attività, ma soprattutto proprio le cessazioni.
«I dati degli indicatori economici che avevamo fornito ultimamente alla stampa – rivendica con l’amaro in bocca – erano il preludio di ciò che adesso registriamo. In questi giorni - fa sapere - abbiamo chiesto insieme alle altre associazioni di categoria di incontrare le amministrazioni comunali impegnate nella preparazione dei bilanci, affinchè si concertino le misure di taglio e di sviluppo e qualcuna ci ha già convocato».
«Sarà un test importante – commenta il responsabile della Cna – per verificare se la politica ha davvero il sentore di cosa stia accadendo all'imprenditoria locale e del ruolo che le amministrazioni pubbliche possono ancora giocare in suo sostegno attraverso, prima di tutto, il pagamento delle fatture, la pressione fiscale, la programmazione delle manutenzioni e una gestione degli appalti che consenta alle aziende del territorio di poter gareggiare».
Aspetti sottolineati a più riprese dall’associazione di categoria e spesso diventati (per partite di ampio raggio come la costruzione di nuove strutture sanitarie) motivo di polemica proprio con i vertici delle amministrazioni locali.
«Un altro ruolo fondamentale - chiude il presidente della Confederazione nazionale dell’artigianato - sarà quello delle banche che devono tornare a investire sulle imprese, anzichè spremerle per il rientro dalle esposizioni».
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