Gioco
Muore a 44 anni, una vita ai margini
Trovato senza vita nella roulotte in via La Pira. A dicembre aveva provato a rifarsi una vita, ma non aveva soldi
LIVORNO. La vita non è stata generosa con Ugo Cappa. E forse lui non l’ha amata abbastanza. Ieri se n’è andato a 44 anni nella sua vecchia e scalcinata roulotte, parcheggiata in via La Pira. Era tutto ciò che aveva. A ucciderlo forse una cirrosi epatica. Le ultime parole le ha dette ieri mattina a un amico romeno di 55 anni, vicino di roulotte, che era andato a chiamarlo per un saluto, come ogni mattina. Erano le 7.30: «Non m i sento bene, mi rimetto al letto». Ma alle 11, quando il romeno è tornato per vedere come stava, lui era già morto. Il suo corpo era freddo. E non c’è stato nulla da fare.
L’amico, terrorizzato, ha subito chiamato il 118. Tuttavia, i soccorritori della Misericordia, giunti col medico, non hanno potuto rianimarlo. Il dottore ha solo constatato il decesso e allertato la polizia. Sul posto sono accorsi gli agenti delle volanti e gli esperti della scientifica che hanno effettuato tutti i rilievi. Poi in via La Pira è giunto anche il medico legale che ha esaminato il corpo. Confermata l’ipotesi della morte naturale. I tecnici della scientifica hanno analizzato la roulotte. Tutta la vita di Cappa ruotava intorno a quel mezzo targato Li. All’interno, una vecchia coperta, un tavolino, dei bicchieri, qualche pentola e un cartoccio di vino.
Ogni giorno, Ugo Cappa, per gli amici “Mario”, andava alla Pam a comprare qualcosa da magiare e bazzicava intorno al supermercato per racimolare qualche spiccioli. Altre volte andava a mangiare alla Caritas. È toccato agli assistenti sociali ieri fare il riconoscimento della salma, l’uomo infatti non aveva con sé documenti. «Era un tipo pacifico, a volte veniva alla mensa, è stato da noi anche la scorsa settimana. Ma era riservato», raccontano i volontari dell’associazione.
L’altro ieri era stato visto alla fermata del bus di piazza San Marco: approfittava di queste belle giornate che anticipano la primavera per fare un giretto. Lui che durante l’inverno aveva patito così tanto il freddo, solo, al gelo e con la neve, in quella roulotte che era la sua vita ma che si è rivelata anche la sua prigione mortale.
A dicembre Mario aveva provato a cambiare vita. Aveva trovato una stanza in affitto da una signora a cento euro al mese. Quindi per un periodo aveva un tetto sulla testa. Aveva anche una compagna. E così, tra la casa e gli affetti, provava a darsi una seconda possibilità. Tuttavia, purtroppo, è durato tutto troppo poco: nel giro di pochi giorni è tornato alla roulotte in via La Pira perché non aveva i soldi per pagare la stanza.
Cappa era nato a Milano, dove aveva due sorelle. Poi la vita l’aveva portato a Livorno, dove viveva da senza tetto, contando sugli aiuti del sociale. Ieri, avvertita dalla polizia, una delle sorelle è venuta in città. Nei prossimi giorni la salma sarà portata in Lombardia.
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