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Livorno

«Il Comune sapeva dei cani»

«Il Comune sapeva dei cani»

Lo dice l’avvocato del gestore del piazzale dell’Arnaccio dove è morto Guastella

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COLLESALVETTI. «Abbiamo chiesto alla Procura di acquisire presso il Comune di Collesalvetti il documento che dimostra che la presenza di quei cani era stata segnalata da Di Leo già da tempo». Lo afferma l’avvocato Josè Libero Bonomo, che rappresenta Daniele Giuseppe Di Leo, titolare dell’omonima ditta che gestisce il piazzale sull’Arnaccio dove è morto il camionista Vito Guastella. L’imprenditore , nell’ambito dell’inchiesta della Procura, è indagato per omicidio colposo insieme alla romena Rodika Trofin, che vive in una roulotte nel piazzale accanto a quello della tragedia, e al camionista suo compagno Claudio Giacalone. I tre, secondo l’accusa, davano da mangiare ai cani che hanno ucciso Guastella e quindi in qualche modo ne erano responsabili.

Ma la famiglia Di Leo, sin dalle prime battute della vicenda ha affermato di aver denunciato la presenza del branco di cani al Comune sia verbalmente ai vigili urbani sia per iscritto all’amministrazione. «Il documento c’è ed è stato protocollato», afferma l’avvocato.

Intanto c’è attesa per gli esiti dell’autopsia sul corpo della camionista, svolta dieci giorni fa dal medico legale Damiano Marra, affiancato da due periti di parte nominati dalla famiglia della vittima e da Di Leo.

L’autopsia da un lato ha confermato che il camionista è morto dissanguato per i morsi dei cani, dall’altro avrebbe rivelato nuovi particolari che rimetterebbero in discussione la dinamica dei fatti.(l.l.)

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