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Livorno

Fusti tossici: recupero a rilento

Fusti tossici: recupero a rilento

Passo ufficiale di Comune e Provincia per chiedere che si acceleri. Nuovo incontro martedì

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LIVORNO. «Recuperare i bidoni tossici alla svelta: ormai sono passate 3 mesi». Comune e Provincia sollecitano la società di navigazione Grimaldi a togliere dal mare i fusti, caduti dall’Eurocargo Venezia il 17 dicembre, già individuati nei fondali a nord di Gorgona nelle scorse settimane.

La richiesta è contenuta in una lettera inviata alla Guardia Costiera, dopo la riunione che si è tenuta ieri in Prefettura a cui hanno preso parte Ministero dell’Ambiente, Regione Toscana, Provincia di Livorno, Provincia di Pisa, Comune di Livorno, Comune di Pisa, Ispra, Arpat e Istituto zooprofilattico. Si tratta di una lettera, a firma congiunta, in cui l’assessore all’ambiente del Comune, Mauro Grassi, e all’assessore provinciale, Nicola Nista, ribadiscono la necessità che la società di navigazione proceda «quanto prima» al recupero dei fusti.

«A quasi tre mesi dall’incidente dell’Eurocargo Venezia - dice Grassi - resta difficile poter continuare a dire ai cittadini che solo la metà dei fusti tossici sono stati individuati e che nessuno è stato ancora recuperato. Per noi la prima azione di tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente resta l’operazione di recupero e, nel corso della riunione in Prefettura, abbiamo trovato pieno accordo con la Capitaneria sulla necessità di questa sollecitazione nei confronti della società di navigazione».

Il Comune fa sapere che nella lettera destinata alla Capitaneria «viene ribadita con forza la necessità che la società di navigazione presenti quanto prima un piano di recupero e un nuovo piano di ricerca teso a individuare i fusti che non sono stati ancora identificati, con l’auspicio che le operazioni si concludano in tempi rapidissimi».

Nella lettera si sottolinea inoltre che è altrettanto necessario che la Grimaldi proceda ad eseguire un’attività di monitoraggio concordata con gli enti di controllo (Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Arpat e Istituto superiore della sanità) «su base mensile, che si protragga almeno fino a sei mesi dopo la conclusione delle operazioni di recupero dei fusti».

La Capitaneria, che aveva già diffidato la Grimaldi il 5 marzo, ha di nuovo sollecitato la società di navigazione a consegnare al più presto il piano di recupero. La Grimaldi dal canto suo ha chiesto un incontro con il Direttore Marittimo della Toscana, Ilarione Dell’Anna, comandante della Capitaneria di porto, riunione che si terrà martedì prossimo.

Finora in mare, la nave Minerva Uno, nel corso delle ricerche, ha trovato due semirimorchi, 96 fusti e 18 sacchetti contenenti il materiale tossico: 25 dei contenitori sono aperti. Sono in corso inoltre le analisi sui materiali prelevati (sedimento di fondale marino e colonna d’acqua) nella zona di rinvenimento dei bidoni, a nord di Gorgona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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