Gioco
«La rete scoppia, ci vuole la fibra ottica»
L’esperto: cavi sovraccarichi e centraline distanti. Ma in Italia siamo più fortunati che altrove
PISA. Il professor Stefano Giordano, del dipartimento di Ingegneria dell'informazione dell'Università di Pisa, ha accettato l’ingrato compito di rispondere ai lettori che ci hanno sottoposto il loro problema di connessione.
Se la Toscana è ricoperta di banda larga, perché i toscani hanno tutti questi problemi di connessione?
«Va specificato cosa s'intenda per banda larga. Nel mondo delle telecomunicazioni è un servizio con velocità superiore ai 2 megabit al secondo, sia in download sia in upload. Nel senso comune invece il termine è associato a tutto ciò che viaggi più veloce dei vecchi modem telefonici».
Perché tutta questa differenza tra download e upload?
«In origine l'utente voleva “scaricare” più che “trasmettere”. La comunicazione è stata volutamente asimmetrica: si è cercato di sfruttare al meglio il "doppino" allocando una banda più ampia in download; quella in upload spesso non raggiunge quei 2 Mbit/s. Oggi c'è invece una forte richiesta di upload: quando vogliamo far stampare le nostre foto via Internet, partecipare a una video conferenza, caricare un video, etc».
Cesare da Rosignano ha l'Adsl Telecom e viaggia a 0,3 Mbit/s. Da tre anni chiede un servizio migliore, ma gli viene negato per la distanza di casa sua dalla centrale.
«Purtroppo la prestazione dipende dalla distanza. In Italia siamo fortunati perché abbiamo realizzato una rete telefonica dotata di oltre 10mila centrali. Nella maggioranza dei casi la distanza dagli utenti è solo di poche centinaia di metri ma in territorio rurale le distanze possono crescere».
Lia scrive da Capraia Fiorentina: ha richiesto l'Adsl e le è stato risposto che la linea è piena. Ma che vuol dire?
«Spesso negli stessi cavi passano troppi doppini "affasciati". I cavi che conducono alla rete d'accesso possono affasciarne a migliaia. I doppini non sono schermati e tra loro si crea un'interferenza elettromagnetica quando si trovano in prossimità: gli utenti che viaggiano sullo stesso cavo si disturbano l'uno con l'altro».
Ci vuole la fibra ottica.
«La soluzione Adsl sulla vecchia rete in rame non può che essere transitoria. Ma una volta risolto l'aspetto infrastrutturale (fibra ottica fino alle abitazioni), servirà uno slancio culturale. Solo il 54 per cento delle famiglie accede a Internet. È questo che frena l'effetto delle Tecnologie dell'informazione nella vita di ogni giorno».
Franco da Molina di Quosa ha Alice Adsl. Si connette attraverso una mini Dslam a 0,4 Mbit/s in download. «Siamo i figli poveri di Internet».
«L'Adsl attuale sfrutta i conduttori in rame dei telefoni collegandoli a una specie di “imbuto di dati”, il Dslam (multiplatore d'accesso). E non tutti i distretti telefonici ne sono dotati. Dipende dalla convenienza degli operatori. L'utente conosce le prestazioni della propria linea d'accesso ma non sa a che velocità l'operatore ha collegato l'apparato al resto della rete e se ci sono altri colli di bottiglia. Il sistema inoltre si basa sull'idea che non tutti siano attivi contemporaneamente».
Per tutte queste persone si parla di digital divide.
«È giusto portare la banda larga dove prima non c'era. Ma parliamoci chiaro: sconfiggere il digital divide nella campagna toscana significa garantire un accesso ai servizi di telecomunicazione come nella "city" di Londra».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
