Il Tirreno

Livorno

La cordata livornese ha fatto l’offerta

di Mauro Zucchelli
La cordata livornese ha fatto l’offerta

Nero su bianco la proposta per le quote di Ltm e Cilp. Ma i vertici dei portuali guardano a Genova: oggi assemblea-clou

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. È come se, all'improvviso, sulla scacchiera del porto re, regine, alfieri, torri, cavalli e pedoni avessero preso a muoversi sempre più velocemente. Anzi, nel progressivo avvitarsi della crisi della Compagnia portuale forse non c'era stato giorno in cui mosse e contromosse si sono susseguite così convulsamente.

Poco prima delle 20 si è materializzata la lettera – una pagina e qualcosa, 22 righe – in cui il pool di imprenditori livornesi (Piero Neri, Giorgio Neri e Enio Lorenzini) ha messo nero su bianco le proprie proposte per «dare una mano», secondo una terminologia rimbalzata più volte nelle cento riunioni di questi ultimi giorni.

Detto in estrema sintesi: 6 milioni di euro per la quota dei portuali in Ltm (“autostrade del mare”) e una cifra da determinare ma da un minimo di 12 fino a un massimo di 15 milioni di euro per la Cilp (operativa principalmente sul fronte della cellulosa), con i primi 6 milioni da versare “cash” all'impegno preliminare.

È l’ora di cena e il presidente della Provincia Giorgio Kutufà risale le scale di Palazzo Granducale che aveva sceso poco prima dopo aver atteso quel fax decisivo.

Quasi in contemporanea, a dar retta al tam tam delle banchine, nel Palazzo dirimpettaio era in corso una riunione: con almeno uno degli imprenditori della cordata insieme al sindaco e all'ex presidente della Compagnia ed ex numero uno dell'Authority, Roberto Piccini, giura un rosario di fonti confidenziali.

Più o meno le stesse che a metà pomeriggio avevano riferito di un incontro mattutino fra Kutufà e Lorenzini alla Porto di Livorno 2000 guidata da Roberto Piccini: quest'ultimo ha smentito però con forza sia l'una che l'altro incontro («è vero che ero a Palazzo civico per parlare con il sindaco Cosimi e con l'assessore Picchi ma di tutt'altre cose, la Compagnia non c'entra per niente»). Nega anche Kutufà: «Macché incontro, è una frottola…».

Sull’altro versante della scacchiera il valzer infinito delle indiscrezioni – tutte sempre con paternità autorevole – non manca di accreditare un blitz a Genova dei vertici della Compagnia portuale per definire gli ultimi dettagli della vendita della Tdt ai partner liguri. Una capatina all'ombra della Lanterna negata anch'essa con vigore dal presidente dei portuali, Enzo Raugei. Semmai – insistono altre fonti interne al Palazzone di via San Giovanni – tutto potrebbe nascere dall'equivoco per l'arrivo della delegazione genovese a Livorno per il consiglio d'amministrazione della Tdt. Comunque sia, si tratta di un dettaglio, se è vero che dalla plancia di comando della Compagnia portuale si conferma che con i genovesi «c'è piena sintonia e nessun problema, si tratta solo di fissare dove e quando».

In mezzo a questo ping pong a colpi di indiscrezioni su riunioni in stanze chiuse e conclavi riservatissimi, di sicuro c'è solo che oggi alle 17,30 i portuali sono stati convocati di nuovo per l'assemblea dei soci a tambur battente. C'è da ratificare la scelta della vendita della Tdt? Per Raugei il faccia a faccia con i lavoratori è »solo per una esigenza informativa dopo quel che è stato scritto sul giornale»: il mandato a vendere – ricorda – «ce l'ha già dato l'assemblea precedente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web