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Il risiko delle banchine ruota attorno al terminal Tdt

Il risiko delle banchine ruota attorno al terminal Tdt

LIVORNO. In questo risiko delle banchine tutto ruota attorno al fabbisogno di 20-21 milioni di euro che la Compagnia portuale ha per far fronte alle scadenze fino all’estate. Il network genovese...

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LIVORNO. In questo risiko delle banchine tutto ruota attorno al fabbisogno di 20-21 milioni di euro che la Compagnia portuale ha per far fronte alle scadenze fino all’estate.

Il network genovese guidato da Luigi Negri e Filippo Cerutti non è la Fatebenefratelli: ha anticipato i soldi alla Compagnia portuale nel momento del profondo rosso e, ovviamente, conta di avere già quasi in tasca quel "quid" in più che dall'attuale 50% le consente di acquisire il pieno controllo della Tdt, e dunque del terminal contenitori in Darsena Toscana, uno dei primi 25 del Mediterraneo, una macchina sforna-utili che anche in periodi di vacche magre è riuscito a suddividere fra i soci qualcosa come 4 milioni e passa.

Anche l'attuale consiglio della Compagnia sembra orientato a guardare in direzione di Genova per sistemare i propri conti: cessione di una quota fra il 20 e il 30% (più probabilmente la seconda percentuale) a una cifra vicina ai 15 milioni di euro, dai quali andrebbero detratti i tre già anticipati per venire incontro ai guai di cassa del socio livornese. E magari mettendo nel conto un patto di riacquisto entro tot mesi: logico però che il vincolo non arrivi comunque a ripristinare la parità iniziale e perciò lasci il controllo in mano ai genovesi.

E il resto dei soldi che servono? Lo stato maggiore della Compagnia ha il mandato di cercare di vendere tre cose: il Palazzo di via San Giovanni (ma ipotecato), il Faldo (ma né il partner Koelliker né il mercato dell’auto sprizzano salute da tutti i pori); la Tdt. Possibile che finisca nel mazzo anche qualcos’altro? Potrebbe essere la propria quota in Ltm, la società delle “autostrade del mare” con Renzo Conti.

La Ltm risulta anche al centro dell'offerta sull'altro piatto della bilancia: quello della cordata livornese.Quanto? Sei milioni di euro. Ma nella lettera inviata ieri sera la cordata livornese è disposta a metter mano al portafogli anche per un’altra società-chiave della galassia dei portuali: è la Cilp, che ora ha in pugno traffici di cellulosa. Voutazione: un pacchetto di milioni di euro, minimo 12 e massimo 15. Vedi alla voce modalità di pagamento: 6 milioni di euro da tirar fuori al momento degli impegni preliminari (con garanzie da determinare).

Salta agli occhi una doppia differenza. Da un lato, riguarda l'identikit delle alleanze: «Sembra quasi che la Compagnia guardi agli altri imprenditori livornesi come a competitori anziché come possibili alleati, magari cercando di avere alle spalle i “conquistadores” di Genova per pensare di poter fare ancora la voce grossa, anche se ormai solo su dimensione locale», dice uno dei protagonisti di queste ore confuse.

E dall'altro? Ha a che fare con l'individuazione di cosa vendere e, dunque, viceversa, su cosa puntare per ricostruirsi un futuro: meglio conservare in pugno le quote della Tdt o quelle della Cilp come "cuore" imprenditoriale della Compagnia portuale che verrà? Il destino dei portuali si gioca nella soluzione di questo enigma. Ma dalla risposta a questa incognita dipende anche il domani della principale “industria” della città.(m.z.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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