Sicurezza
È polemica sulla Tia non riscossa
Opposizioni scatenate: amministratori Aamps bravi? Ma se mancano 22 milioni
LIVORNO. La comunicazione su Aamps fatta dal sindaco in consiglio comunale ha scatenato la reazione delle opposizioni di sinistra e di centrodestra. Le critiche, in particolare, riguardano la gestione dell’azienda nel corso degli ultimi anni, che è invece stata difesa da Alessandro Cosimi.
Il primo attacco arriva da Andrea Romiti (gruppo misto - Italia Futura ): «Ci avevate detto che con la Tia, una delle più alte d'Italia, il Comune non avrebbe più dovuto mettere soldi per ripianare i conti di Aaamps. Non è stato così e oggi i fatti lo stanno a dimostrare». Severo anche il giudizio di Bruno Tamburini (Pdl): «Il sindaco ci ha detto che l'Aamps è alle prese con difficoltà di liquidità finanziaria: non è possibile che si sia accorto solo oggi che mancano all'appello 22 milioni di euro per la morosità. E ora mi domando a cosa serva un manager come Rosi: farà il recupero crediti?»
Anche Tiziana Bartimmo (Rifondazione comunista) non fa sconti: «La decisione della giunta comunale di cambiare l'intero consiglio di amministrazione e di affidare l’azienda a Angelo Rosi, dimostra che la situazione di Aamps è tragica. Perché non si è fatto niente prima? Perché si è continuato a dire che tutto andava bene quando non era vero? Se il futuro industriale è rappresentato dal megatermovalorizzatore e dalla terza linea dell'inceneritore, c'è ben poco da sperare».
Marcella Amadio (Pdl) è durissima: «Alla voce Aamps si legge "carrozzone del Comune". Altro che buone amministrazioni, come sostiene il sindaco: questi danni si sono stratificati negli anni, altrimenti non si spiegano i 22 milioni di euro di Tia non riscossi. La verità è che l'Aamps è stata troppo a lungo il paese di Bengodi: non avete fatto nulla per mantenere sana l'azienda, e ora avete chiamato Rosi quasi fosse la fata turchina con la bacchetta magica...»
Per Salvatore Capuozzo (gruppo misto - Udc) «il problema Aamps viene da lontano. Adesso è esploso solo perché il Comune non ha più la capacità di ripianare i debiti. Credo proprio che Rosi resterà a lungo a Livorno, perché dopo l'Aamps dovrà andare a curare l'Asa».
Dai banchi della maggioranza, sono arrivate parole distensive da Lamberto Giannini (Sel): «Gli elementi di preoccupazione sulla situazione di Aamps non mancano, però mi confortano le dichiarazioni di Angelo Rosi che ha detto di voler rilanciare l'azienda».
Gianfranco Lamberti (Confronto) va giù deciso: «I sindaci revisori di Aamps, ci avevano detto che il bilancio era formalmente corretto. E questi 22 milioni che non ci sono?» (a.g.)
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