Gioco
«Senza di lei aveva perso il legame con la vita»
LIVORNO. «L’essere umano è “apparecchiato” biologicamente ad affrontare e superare un lutto, però per affrontarlo dobbiamo avere determinate condizioni: legami con l’esterno, “pensabilità” reciproca...
LIVORNO. «L’essere umano è “apparecchiato” biologicamente ad affrontare e superare un lutto, però per affrontarlo dobbiamo avere determinate condizioni: legami con l’esterno, “pensabilità” reciproca e mantenere un filo di contatto con la realtà». A riflettere sul suicidio del pensionato di 77 anni che ieri si è impiccato davanti alla tomba della moglie, è Nicola Artico, psicologo del dipartimento di salute mentale del’Asl 6.
Una riflessione a tutto campo, all’inizio della quale Artico chiarisce di non voler entrare in modo dettagliato in un caso che non conosce. Lo psicologo però una cosa la dice chiaramente. Negli uomini soli il rischio suicidio è maggiormente elevato che nelle donne. «L’essere maschi - spiega -, essere anziani e avere stato civile di persona non più sposata o mai sposata sono fattori che alzano rischio di commettere suicidio».
Artico insiste molto sulla negatività dell’isolamento, anche questo un elemento di rischio. «Non conosco questo caso e quindi parlo in termini generali - dice -, ma se una persona ha organizzato vita, anche in termini di significati e valori, attorno ad un’altra persona, che può essere anche la moglie, può capitare che venuta a mancare questa persona abbia grosse difficoltà a ristrutturare cornice di legami». Perché è proprio questo che conta, per restare attaccati alla vita: i legami che gli esseri umani riescono a creare con l’esterno.
«Un altro aspetto importante - va avanti Artico - che può condurre a togliersi la vita è la perdita di speranza, che crea mancanza di prospettive per il futuro. Perché una persona mantenga speranza deve avere la capacità di pensare un futuro, fatto magari piccole cose». Provando a entrare nel caso specifico, lo psicologo spiega che l’organizzazione con cui è stato messo in piedi il suicidio la dice lunga sulla serietà del tentativo: «Non sembra un gesto casuale, c’è un piano. Chissà da quanto può averlo pensato».
Insomma, è come se quest’uomo disperato avesse il bisogno inconscio di svelare che «c’è qualcosa che si è rotto nel suo equilibrio da quando la moglie se n’è andata. Spesso il simbolo veicola significato oltre l’intenzione». La perdita della moglie, avvenuta dodici anni fa, potrebbe però non essere l’unico motivo che ha portato il pensionato a togliersi la vita. «Forse non è questo il caso - dice lo psicologo -,ma nel frattempo potrebbe essere arrivato qualche altro motivo (complicazione medica, non poter più svolgere un’attività che impegni, anche in minima parte, le giornate) che si somma alla disperazione per la morte moglie». Non esiste quasi mai un unico motivo che porta la persona a suicidarsi. «Spesso suicidio ha a che fare overdose responsabilità di vivere, quando le spalle non ce la fanno più a tollerare la responsabilità di andare avanti. Per vivere abbiamo bisogno di legami di reciprocità».
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