Il Tirreno

Livorno

Romano: «Decido io quando lasciare»

di Alessandro Guarducci
Romano: «Decido io quando lasciare»

Il capogruppo recupera consensi a livello regionale. Ma Cosimi concede 48 ore a Bogi per chiudere la crisi Pd-Idv

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LIVORNO. L’intervista al sindaco, pubblicata dal Tirreno nell’edizione di domenica, e le conseguenze politiche che ne sono scaturite, sono state al centro della discussione di ieri mattina in consiglio comunale.

Il primo a chiamare in causa le parole rilasciate dal sindaco al nostro giornale è stato Marco Taradash. «Dopo aver letto l’intervista sul Tirreno - dice l’esponente del Pdl - non si può far finta che non sia successo nulla. Cosimi ha il dovere di informare il consiglio sullo stato attuale della crisi di maggioranza. Credo di chiedere il minimo sindacale... »

Ma il sindaco non ha aggiunto molto a quanto era già stato scritto. «Ho preso una posizione chiara dopo le ultime vicende avvenute in consiglio comunale - risponde Cosimi - e sono sempre fermo su quella posizione. L’intervista è leggibilissima: ho chiesto a Idv un segnale di cambiamento della linea politica e il capodelegazione dell’Idv (Luca Bogi, ndr) mi ha sottoposto la necessità di fare un ulteriore passaggio nel partito, nei prossimi giorni, prima di formalizzare la decisione già presa ( Andrea Romano lascerà la carica di capogruppo, ndr) . Ho accolto questa richiesta e ora aspetto il rispetto delle condizioni ».

Insomma, la discussione ha confermato le posizioni già espresse da Alessandro Cosimi e dal vicesindaco Luca Bogi, anche se nei prossimi giorni sono prevedibili ulteriori turbolenze nella coalizione di maggioranza. Un assaggio lo si è avuto già ieri, quando la delegazione dei dipietristi (Luca Bogi, Andrea Romano e Lorenzo Del Lucchese) si è riunita a lungo nel proprio ufficio abbandonando la sala consiliare (poi è arrivato anche il segretario di Sel, Andrea Ghilarducci, per fare il punto sul bilancio di previsione) . Un colloquio che non si sa quanto possa aver chiarito i rapporti interni al partito. Di certo c’è che nonostante i sorrisi di circostanza, Andrea Romano non ha fatto nulla per mascherare il disappunto per la decisione annunciata dal vicesindaco di un avvicindamento alla guida del gruppo. Romano, infatti, per buona parte del dibattito è stato alla larga dal suo posto , andando a sedersi accanto a Lamberto Giannini (Sel) prima e a Lorenzo Cosimi (Rifondazione comunista) poi. Infine si è appostato dietro la balaustra, dove ci sono i posti per il pubblico. È tornato al suo banco solo per fare un breve intervento sulla questione Aamps e per votare una mozione. Poi ha proseguito a fare avanti e indietro nella sala post-consiglio. Dove ha accettato di dire la sua. E le sue parole sono state chiarissime.

«Decido io quando cambierà il capogruppo - dichiara Romano- e i tempi non sono ancora maturi. Le questioni interne ai partiti non devono andare a intersecarsi con la tenuta della maggioranza anche se in questa fase corrono parallele. La maggioranza deve confrontarsi sugli atti, a cominciare da quello più importante: il bilancio». Una posizione che sembra aver raccolto consensi nella riunione di ieri sera dell’Idv livornese. E pare che anche da Firenze arrivino segnali che incitano a resistere all’ultimatum di Cosimi e Pd.

Forse è per questo che il sindaco ha concesso solo 48 ore di tempo a Luca Bogi per chiudere il caso. «Altrimenti significa che vogliono uscire di maggioranza», ha commentato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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