Gioco
Protesi pericolose al seno su altre due livornesi
Le donne erano state operate fuori città e richiamate per alcuni controlli. Prosegue il lavoro della Commissione d’inchiesta sul caso emerso all’Asl6
LIVORNO. Su altre due donne livornesi sarebbero state impiantate le protesi mammarie prodotte in Francia e commercializzate in Italia da una ditta fiorentina e incriminate nelle ultime settimane perché «facili alla rottura» e prodotte «con un silicone che avrebbe caratteristiche diverse da quello autorizzato».
I due nuovi casi arrivano a due giorni di distanza dall’ammissione da parte dell’Asl 6 di aver trovato una donna sulla quale alcuni anni fa è stata installata la cosiddetta Pip (la sigla sta per Poly Implant Prothese ndr) nonostante questo tipo di impianto non risulti all’ufficio acquisti dell’azienda sanitaria. Per questo la direttrice Monica Calamai, lo scorso 26 gennaio, ha avviato una commissione di indagine per rispondere a due domande: se ci sono altri casi simili e come sia possibile che un prodotto che non risulta acquistato sia invece finito tra quelli utilizzati in Chirurgia.
Le due donne livornesi sulle quali è stato impiantato il silicone incriminato, hanno effettuato l’intervento in momenti diversi ma nella stessa clinica, quella di San Rossore. «Quel materiale – ammette un medico pisano – è stato utilizzato per anni ed era considerato un buon prodotto anche perché aveva la certificazione ministeriale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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