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Non è speculazione, servono case popolari

Non è speculazione, servono case popolari

Perché costruire 350 alloggi a Coteto? «Con la maggioranza abbiamo deciso che prima di predisporre le linee del nuovo piano strutturale saremmo andati fino in fondo con la variante anticipatrice per...

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Perché costruire 350 alloggi a Coteto?

«Con la maggioranza abbiamo deciso che prima di predisporre le linee del nuovo piano strutturale saremmo andati fino in fondo con la variante anticipatrice per il porto e il lavoro e con la variante abitare sociale per Fiorentina e Coteto, in modo da mettere a frutto, per interessi pubblici, le aree che vengono dal contenzioso Femura. Quella di Coteto è un’area “polmone”: ci consente di predisporre lo strumento urbanistico necessario per partecipare alle gare sui finanziamenti per costruire case pubbliche. Poi è chiaro che se un privato si presenta dando la garanzia di mantenere l’affitto concordato (come è avvenuto a Shangai) diamo l’ok. Per questo si parla di costruzioni pubbliche e private. È assurdo pensare che oggi si possa dire con chiarezza quante saranno in un modo e quante nell’altro: dipenderà dai finanziamenti che per ora, appunto, non ci sono. Senza lo strumento - se lo ricordi chi critica - la politica della casa non si fa. Questa operazione è stata pensata per dare una risposta alla fascia grigia attraverso il canone concordato: soprattutto giovani coppie che non hanno accesso all’Erp e non ottengono mutui. Le risposte dell’Agenzia per gli affitti non sono all’altezza del bisogno: per incentivare i privati stiamo valutando possibili sgravi Imu sulla seconda abitazione. Quanto invece alle nuove case polari, pensano davvero che non ce ne sia bisogno? Mi dicano che vogliono fare espropri popolari per dare un tetto a chi non ce la... Abbiamo già una lista d’attesa infinita (oltre 1500 famiglie) e in prospettiva non riusciremo a dare una risposta a tutti».

C’è chi ha parlato di speculazione...

«Questa è una stupidaggine, stiamo parlando di un piano attuativo con finalità pubbliche su un’area pubblica».

In maggioranza e nel partito c’è stato un dibattito sufficiente?

«Sì, perché il percorso politico è partito nel 2009, prima delle elezioni. Dopodiché gli uffici hanno avviato gli studi necessari, attivando la legge 1 regionale. Ho partecipato a riunioni al partito, sono state fatte assemblee in circoscrizione 4: abbiamo attivato il processo di ascolto e partecipazione necessario previsto dalla Vas, tant’è che rispetto al progetto iniziale abbiamo ridotto di circa 5mila metri quadri la Slp diponibile (oggi siamo intorno ai 24mila metri), aumentato le aree a verde e predisposto un percorso pedonale e ciclabile tra Nuovo Centro, Coteto e Boccaccio».

Alla 3 la capogruppo del Pd ha perso la delega per avere votato contro: cosa ne pensa?

«Avranno fatto una valutazione politica, io dico solo che mi pare che la consigliera abbia sbagliato obiettivo. Alla 3 ho presentato la variante solo per la parte che riguarda il recupero di indici edificatori. Non siamo di fronte a una cementificazione: togliamo indici dalla 3 per spostarli a Coteto, nel rispetto del dimensionamento previsto dal piano vigente».

Quanto può cambiare ancora il progetto?

«Abbiamo passato la fase dell’ascolto, ora aspettiamo tutti i pareri delle circoscrizioni che per me sono importanti e necessari seppur non vincolanti. Poi il provvedimento arriverà in commissione e in consiglio, con la successiva fase delle osservazioni. Io vado avanti, presenterò il piano redatto con gli uffici: non si può fare per tutto le primarie o i referendum, una classe dirigente ha il diritto dovere di proporre e su questo sarà giudicata. Funziona così...».

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