Finanza
Coteto, botta e risposta sulle case nuove
I 350 appartamenti previsti tra l’Aurelia e via Piemonte agitano il Partito democratico: a breve il voto in circoscrizione 4
LIVORNO. Da una parte ci sono i Democratici davvero di Rosy Bindi che gridano alla «cementificazione» e chiedono di rivedere il progetto, dall’altra l’assessore Bruno Picchi che tira dritto e punge: «Pensano che non ci sia bisogno di nuove case popolari? Allora mi dicano di fare espropri proletari per chi è senza un tetto...». A dividere le file del Pd sono i circa 350 alloggi che dovrebbero nascere a Coteto, come previsto dalla variante abitare sociale. L’area è quella che si trova tra via Piemonte e il viale Boccaccio. Il lotto più vicino all’Aurelia sarebbe destinato ai servizi: un parco, la nuova sede Svs e un collegamento ciclabile e pedonale col futuro Nuovo Centro. La parte che si affaccia su Coteto sarebbe invece rivoluzionata con un lungo steccato di palazzi. Calcolando una media di 60-65 metri quadri ad appartamento, si parlerebbe di circa 350 alloggi.
Il lotto è pubblico (come risultato del contenzioso Fremura) per la costruzione di case popolari o ad affitto concordato. I finanziamenti non ci sono ancora, ma le polemiche sì. Perché 350 alloggi nel popoloso Coteto non sono uno scherzo. In circoscrizione 3 la capogruppo del Pd, Alessandra Calcagno, ha votato contro ed è stata sfiduciata dal partito. Alla 4 Oriana Rossi (altra bindiana) si prepara a fare lo stesso. Ecco, a confronto, perplessità e convinzioni dell’ex capogruppo e dell’assessore.
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