Gioco
Basta cementificazione, c’è già l’Agenzia
Perché non costruire 350 alloggi a Coteto? «A Livorno ci sono migliaia di appartamenti sfitti: se c'è l'esigenza, come c'è stato detto dai vertici dell'amministrazione comunale, di dare una risposta...
Perché non costruire 350 alloggi a Coteto?
«A Livorno ci sono migliaia di appartamenti sfitti: se c'è l'esigenza, come c'è stato detto dai vertici dell'amministrazione comunale, di dare una risposta alla cosiddetta fascia grigia - ovvero a chi non può permettersi il mercato privato e allo stesso tempo non accede alle case popolari - il Comune ha già creato un altro strumento, l'Agenzia per gli affitti. Prima di cementificare ulteriormente si provi a potenziare quello che già c'è. È vero che non si può obbligare i privati a mettere a disposizione i propri alloggi (presupposto necessario perché l'agenzia funzioni) ma si possono incentivare. Oggi al privato, in caso di morosità dell'inquilino, vengono garantiti solo sei mesi di copertura dell'affitto. Chi accetta sa di mettersi in casa situazioni difficili, non famiglie benestanti, e riscuote un canone più basso rispetto al mercato: cerchiamo di garantirli un po' più a lungo. Vorrei far notare che questo strumento è stato pubblicizzato nel giugno del 2011 dicendo che il 4 luglio sarebbe stato operativo; la relazione elaborata dagli uffici del Comune sull'abitare sociale di Coteto è invece di novembre, solo cinque mesi dopo. Qui non fai a tempo a creare uno strumento che lo dichiari già morto…»
La considera una speculazione edilizia?
«Non lo so. Sulla relazione riassuntiva che ci è stata consegnata in circoscrizione si parla di palazzi di edilizia residenziale pubblica, ma nella versione integrale c'è scritto che le costruzioni saranno in parte pubbliche e in parte private, senza indicare le quote esatte. Io rilevo quantomeno una necessità di chiarimento...».
In maggioranza e nel partito c'è stato un dibattito sufficiente?
«Parlo per la circoscrizione 3: il presidente non ha mai riunito le forze di maggioranza e io, a mia volta, non ho mai riunito il gruppo del Pd perché non avevo gli strumenti. Non mi sono mai giunte notizie ufficiali e so che anche dal mio circolo di riferimento, quello di San Jacopo, chiedono a gran voce una maggiore partecipazione e un migliore collegamento col partito. Io non ho avuto proprio il tempo materiale e le informazioni necessarie per convocare il gruppo».
Ok, ma della variante si parla almeno dal 2009 ed è chiaro che, al momento di votare, la posizione del capogruppo non rappresentava quella del partito: perché non si è dimessa?
«Non essendoci stato un confronto né in maggioranza né all'interno del Pd e quindi nessuna opportunità di formare un'opinione condivisa, ho ritenuto giusto che ognuno si esprimesse secondo le proprie valutazioni. Non ho votato come capogruppo, ma come consigliera eletta, non vedo perché avrei dovuto dimettermi».
Cosa cambierebbe del progetto?
«Onestamente lo ritirerei dal tavolo. Per gli alloggi a canone concordato prima proviamo a dare un serio input all’Agenzia degli affitti. Ogni avventura all’inizio è difficile, ma mi risulta che in altre città abbia funzionato: se i primi contratti vanno a buon fine poi si genera un passa parola positivo. Quanto alla costruzione di nuove case popolari ci sarebbe comunque da farsi qualche domanda: in prospettiva ci sono grandi difficoltà di manutenzione dovute ai tagli ai bilanci. E i finanziamenti dove sono? Visto che stiamo per varare il nuovo piano strutturale teniamoci aperta qualche porta e non sfruttiamo in quell’area tutti gli indici edificatori disponibili».
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