Il Tirreno

Livorno

Incendio nella raffineria Fumo nero su Stagno

Il solvente fuoriuscito da una tubazione ha infiammato alcune tavole di legno Le squadre interne spengono subito le fiamme. Decine di chiamate ai pompieri

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L’allarme è scattato poco prima della 10: ieri mattina una colonna di fumo nero si è levata da uno degli impianti della raffineria Eni di Stagno. A decine, alla vista della nube, hanno alzato la cornetta e chiamato i vigili del fuoco. Ma quando i pompieri sono arrivati sul posto hanno potuto solo effettuare un sopralluogo esterno, perché a domare le fiamme divampate in uno dei settori dell’area di raffinazione sono state le squadre interne aziendali.

A quanto risulta, a causare l’incendio è stata la fuoriuscita di solvente da una pompa: il materiale sarebbe finito sulle tavole di legno di un ponteggio presente nell'area per alcuni lavori di manutenzione.

Le tavole, evidentemente, hanno preso velocemente fuoco e sopra alla raffineria si è levata una colonna di fumo avvistata da mezza città, soprattutto dall’abitato di Stagno.

È da qui che è partita la prima chiamata preoccupata alla caserma dei vigili del fuoco, in Coteto.

Dall’interno dell’impianto minimizzano e per via non ufficiale fanno sapere che si è trattato «solo di un piccolo incidente» e che «non è stato necessario attivare le ditte di manutenzione».

Ma la vista del fumo ha comunque allarmato sia i cittadini che i rappresentanti delle istituzioni. Dopo qualche minuto dal Comune di Livorno e da quello di Collesalvetti - forse memori del pasticcio della paraffina arrivata sugli scogli della Terrazza Mascagni senza che nessuno sapesse - hanno inviato una nota per dire che «le amministrazioni hanno seguito da vicino l'evento che si è verificato alla raffineria Eni di Stagno».

«I tecnici e gli amministratori – scrivono Riccardo Demi e Mauro Grassi, rispettivamente assessori all’ambiente di Colle e Livorno – sono stati informati delle modalità dell’incidente». Confermando la fuoriuscita di solvente da una tubazione per un guasto tecnico.

«Le due amministrazioni – chiudono – restano, come sempre in questi casi, in attesa delle successive prassi informative che Eni dovrà mettere in atto con gli enti competenti e che saranno necessarie per un corretto inquadramento dell'evento».

L’incendio di ieri, come ricordano gli stessi assessori, arriva dopo il boato avvertito nella notte tra il 14 e il 15 febbraio dagli abitanti di Stagno: in quel caso un tubo di vapore acqueo si era rotto, per un eccesso di pressione.

Un successivo sopralluogo di Arpat e dei vigili del fuoco aveva confermato la «non gravità» dell’evento. Ma alla società è stato comunque chiesto di fornire un report dettagliato sull’improvviso collasso della tubatura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web